Ecco perché la Grande Piramide di Giza sarà analizzata coi raggi cosmici

Ecco perché la Grande Piramide di Giza sarà analizzata coi raggi cosmici
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La Grande Piramide di Giza, giunta sino a noi dal lontano 26° secolo a.C., è la tomba del faraone Cheope e, dopo aver richiesto 27 anni per la sua costruzione ed essere stata per oltre 3.800 anni la costruzione più alta del mondo, delle sette meraviglie del mondo antico è l'unica ad aver resistito, relativamente intatta, fino ai giorni nostri.

La Grande Piramide, che potrebbe benissimo essere considerata la struttura più iconica mai costruita dall'uomo, è stata ben studiata nel corso degli anni e gli archeologi ne hanno mappato la configurazione interna con la massima attenzione. La piramide ed il terreno sottostante contengono infatti diverse camere e passaggi, tra cui quella più importante, La camera di Cheope, che si trova all'incirca al centro della struttura.

Durante lo scorso secolo, i team archeologici hanno utilizzato anche alcuni metodi ad alta tecnologia per sondarne l'interno in modo più rigoroso, come alla fine degli anni '60, quando il fisico americano Luis Alvarez ed il suo team hanno utilizzato la tomografia per scansionare l'interno della piramide.

Per questo motivo, recentemente, un team di scienziati ha proposto di utilizzare i progressi della fisica delle alte energie (HIP), meglio nota come Fisica delle Particelle elementari, per scansionare la Grande Piramide di Cheope con muoni di raggi cosmici; per vedere più in profondità che mai e mapparne la sua struttura interna.

I muoni, scoperti nel 1936 da Carl David Anderson e dal suo studente Seth Neddermeyer, sono particelle elementari simili agli elettroni ma più massicce e sono utilizzati in tomografia perché penetrano in profondità nelle strutture, molto più di quanto possano fare i raggi X.

I muoni quindi non sono una novità in campo scientifico, la tomografia con tali particelle viene infatti utilizzata da anni in diverse applicazioni, come ad esempio l'esame dei contenitori di spedizione per contrabbando, oppure in Italia dove gli scienziati la utilizzeranno per visualizzare l'interno del Vesuvio, sperando di capire quando potrebbe eruttare di nuovo.

Già nel 2016-17, il team di ScanPyramids aveva utilizzato tecniche non invasive per studiare la Grande Piramide, usando anche loro la tomografia a muoni, insieme a quella ad infrarossi, scoprendo una zona altamente significativa nota come il "Grande Vuoto", un'enorme voragine sopra la Grande Galleria, che si rivelò essere una delle scoperte scientifiche più significative di quell'anno.

La nuova ricerca, chiamata Explore the Great Pyramid (EGP) utilizzerà quindi la tomografia a muoni per fare un ulteriore passo avanti nell'imaging completo della Grande Piramide. Come ScanPyramids prima di loro, EGP utilizzerà l'innovativa tecnica per visualizzare l'interno della struttura, consapevoli del fatto che sarà 100 volte più potente delle precedenti misurazioni.

"Abbiamo in programma di mettere in campo un sistema di sensori che abbia fino a 100 volte la sensibilità dell'attrezzatura che è stata precedentemente utilizzata nella Grande Piramide. Avremo immagini ottenute da quasi tutte le angolazioni che permetteranno di ricreare, per la prima volta, una vera immagine tomografica di una struttura così grande", afferma entusiasta il team EGP.

La Grande Piramide di Giza è davvero una struttura affascinante ed immensa, tanto da essere una delle 5 cose sulla Terra da poter essere viste dallo spazio. A proposito di piramidi, lo sapevate che a Roma, tempo fa, ce n'era una? La Meta Romuli la leggendaria piramide perduta.

FONTE: Arxiv
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