Perché il sole schiarisce i capelli ma scurisce la pelle? Ce lo spiega la scienza

Perché il sole schiarisce i capelli ma scurisce la pelle? Ce lo spiega la scienza
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Ti sei mai chiesto perché al sole i capelli diventano più chiari ma la pelle diventa più scura? A ridosso dell'estate sono in molti a non vedere l'ora di tornare in spiaggia, per questo abbiamo deciso di parlarvi di come il sole agisce in relazione a diverse parti del corpo umano.

I fattori di principale importanza nello schiarimento dei capelli e nell'abbronzatura della pelle sono chiaramente i raggi UV. Il modo in cui gli UVR influenzano cambia in base al alla zona colpita, ma è sempre la melanina a gestirne la situazione.

Quando il sole colpisce i capelli, formati da cellule morte che a loro volta sono costitute da lipidi, acqua, pigmenti e proteine strutturali, scompone la melanina che forma il colore di questi. In questo modo causa lo schiarimento (almeno fino a quando i nuovi capelli non li sostituiranno tornando al colore originale).

Al contrario, per la pelle, la questione è molto più complessa. "La melanina della pelle si comporta in modo molto simile ad una protezione solare naturale" ha detto Helen Norton, assistente professore all'Università di Cincinnati.

In effetti, la nostra pelle è in grado di assorbire i raggi UV che la colpiscono, in questo modo non permette loro di accedere in profondità dell'epidermide e di fatto il processo aiuta a prevenire alcuni dei danni che potrebbero causare i raggi ultravioletti.

Questo processo è chiamato melanogenesi in tre fasi.

All'inizio, a contatto col sole (di cui è stata scattata la più dettagliata foto fin ora), la pelle registra un brusco cambiamento e oscura il pigmento. Successivamente, quando si è già da qualche minuto sotto a quello che viene chiamato anche "assassino di mondi", il sole, esiste una sorta di ricettore all'interno delle cellule della pelle che, stimolato dai raggi solari, dice ai nostri geni di produrre più proteine, e quindi più melanina.

L'ultima fase è quella più lunga in quanto l'oscuramento persistente del pigmento richiede diverse orse. Grazie alla lunga esposizione, infatti, il corpo è come se venisse preparato per la prossima esposizione; si crea così l'abbronzatura fotoprotettiva. Ovviamente se tutto ciò non avviene abbastanza velocemente, la pelle si scotterà.

Per quanto si possa essere pallidi, tutti gli esseri umani hanno melanina nello loro pelle e tutti hanno la stessa quantità di malonociti, ovvero le cellule che la producono. La melanina si divide in due varietà: la feomelanina che ha un colore più sul rosso o giallo, e l'eumelanina che è più sul marrone e il nero, ed è effettivamente quella che produce più melanina.

I raggi UV, in effetti, possono causare notevoli problemi aldilà delle scottature o dell'invecchiamento precoce. I melanomi, tumori alla pelle, sono infatti legati ai raggi ultravioletti e oltre ad essere tra i più comuni tumori diagnosticati al mondo hanno ad oggi un'incidenza sei volte maggiore rispetto a 40 anni fa.

"La melanina è anche qualcosa che protegge le persone di colore dai tumori legati al sole, e questo è un dato di fatto" ha affermato Adewole Adamson, dermatologo e assistente professore presso l'Università del Texas. "Quand'è stata l'ultima volta che abbiamo sentito parlare di cancro in Africa o in Asia? Semplicemente non lo facciamo."

FONTE: popsci
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