Perché le statue antiche hanno gli "attributi" così piccoli?

Perché le statue antiche hanno gli 'attributi' così piccoli?
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Le statue antiche, soprattutto quelle greche, raffigurano possenti figure, spesso divinità o individui importanti della storia, con un fisico marmoreo, addominali scolpiti e... degli attributi minuti. Vi siete mai chiesti il motivo? Quest'ultimo è culturale e legato a una convinzione proprio risalente alla terra della filosofi.

Nell'antica Grecia, avere dei "gioielli di famiglia" di dimensioni contenute era un segno di virtù, civiltà, autocontrollo o disciplina. Eroi, dei, atleti e uomini di potere erano tutti raffigurati in questo modo perché considerati razionali e in grado di controllare la propria parte “animale”, mostrando freddezza e autocontrollo.

In contrapposizione a queste figure dai grandi principi troviamo i satiri (secondo la mitologia creature in parte uomini, in parte animali e totalmente prive di moderazione) e altre tipologie di uomini non “ideali”, che venivano rappresentati con dei genitali molto grandi, proprio per sottolineare il loro poco autocontrollo e il loro istinti animaleschi; un segno di lussuria, di appetiti golosi e barbarie degne dei peggiori.

Nella sua commedia Le nuvole (c. 419–423 aC), l'antico drammaturgo greco Aristofane riassunse i tratti ideali dei suoi coetanei maschi come "un petto splendente, pelle luminosa, spalle larghe, lingua minuscola, natiche forti e dei genitali minuti." Anche lo storico Paul Chrystal ha confermato le teorie: "il pene piccolo era in sintonia con gli ideali greci della bellezza maschile", scrive nel suo libro A letto con gli antichi greci (2016). "Era un distintivo della più alta cultura e un esempio di civiltà".

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