Pesci dalla doppia mascella potrebbero stravolgere l'evoluzione per come la conosciamo

Pesci dalla doppia mascella potrebbero stravolgere l'evoluzione per come la conosciamo
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Può un pesce stravolgere la nostra concezione dell’evoluzione? Per l’esattezza stiamo parlando della famiglia dei ciclidi, pesci d’acqua dolce, localizzati nelle aree fluviali e lacustri. Una popolazione di questa famiglia, sita nel lago Malawi, in Africa, sta permettendo ad un team di ricerca di rivalutare l’evoluzione per come la conosciamo.

Un team scientifico dell’Università del Massachusetts Amherst, coordinato dai ricercatori Andrew J. Conith e Craig Albertson, sta studiando approfonditamente i ciclidi, soprattutto per il loro peculiare apparato orale e faringeo, che consta di ben due mascelle.

La prima di queste mascelle si trova in prossimità dell’apertura buccale, l’altra, invece, in fondo alla gola. Grazie alle doppie mascelle, questa famiglia di pesci ha ottenuto un incredibile avanzamento e successo evolutivo. A dimostrazione di ciò è possibile riportare l’ampia varietà di specie sviluppatesi nel solo lago Malawi, che sono oltre 1000 (ed ecco come si sono formate).

La prima mascella, detta orale, viene utilizzata per afferrare il cibo, mentre quella in fondo alla gola serve per masticare e triturare il malcapitato di turno. L’unione e l’efficienza di queste due strutture non solo permettono a ciascuna di specializzarsi in un compito specifico ma, aumentando l’efficienza di approvvigionamento alimentare e la nutrizione, consentono a queste specie di avere un notevole vantaggio evolutivo.

In merito agli studi effettuati sullo strabiliante successo evolutivo dei ciclidi, Albertson afferma "Stiamo cercando di comprendere meglio le origini e il mantenimento della biodiversità" e, opponendosi alle passate ipotesi, che da oltre 25 anni affermano la progressione evolutiva separata dei due apparati, continua "Quello che abbiamo scoperto non è solo che l'evoluzione dei due gruppi di mascelle è collegata, ma che sono collegati su più livelli, dal genetico all'evolutivo".

Lo studio in essere sta anche rivalutando diversi modelli del ramo evolutivo, i quali descrivono gli organismi come formati da svariate unità ripetute, che hanno subito processi di evoluzione indipendenti l’uno dall’altro. Come fa notare Albertson "È questa 'modularità' degli organismi che si pensa faciliti il processo evolutivo".

Dal capo opposto, invece, i sistemi correlati vengono spesso accostati ad una diminuzione dello spettro di sviluppo, poiché pongono dei vincoli all’evoluzione stessa, svolgendo un ruolo fondamentale nel determinare la comparsa di strutture corporee “fattibili”.

I ricercatori fanno notare che, nel caso dei ciclidi, questo “impedimento” non solo ha portato giovamenti, ma risulta essere la chiave di volta del notevole vantaggio della famiglia, soprattutto in un ambiente così mutevole come il lago Malawi, situato a sud della Rift Valley Africana.

Conith pone all'attenzione che "Il vincolo sta effettivamente facilitando l'evoluzione dei ciclidi, piuttosto che ostacolarla" e, rivalutando i fondamenti dei meccanismi di sviluppo, diramati dalla teoria evolutiva di Charles Darwin, Albertson conclude "Forse i vincoli giocano un ruolo più ampio nel successo evolutivo delle specie in tutto il mondo".

Di seguito potete ammirare un'immagine della porzione laterale delle due mandibole, prodotta dal coautore dello studio, Craig Albertson.

FONTE: Phys
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