Peste suina africana: cos'è la malattia che sta preoccupando anche Roma

Peste suina africana: cos'è la malattia che sta preoccupando anche Roma
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Responsabile di enormi perdite nelle popolazioni di suini e di drastiche conseguenze economiche, la "peste suina africana" (o PSA) è diventata negli ultimi anni una grave crisi per l'industria alimentare. Un problema cui potrebbe confrontarsi anche il comune di Roma, dopo il rinvenimento di un cinghiale positivo al virus in una riserva naturale.

Nicola Zingaretti, presidente della Regione Lazio, ha quindi subito firmato un’ordinanza per istituire una “zona rossa” nel tentativo di contenere la diffusione del virus, che per ora è limitata ai dintorni di Roma, precisamente alla riserva naturale dell’Insugherata, nel nord-ovest della capitale.

Ma cos'è questa peste suina africana?

La PSA, questo il suo acronimo, è una malattia virale altamente contagiosa dei suini domestici e selvatici, il cui tasso di mortalità può raggiungere addirittura il 100%.

Fortunatamente non è un pericolo per la salute umana ma, come detto in precedenza, ha effetti devastanti sulle popolazioni di suini e sull'economia agricola, poiché attualmente non esiste un vaccino efficace a contrastarla.

Il virus è altamente resistente nell'ambiente, il che significa che può sopravvivere su vestiti, scarpe ed altri materiali. Può anche resistere alla lavorazione di vari prodotti a base di carne di maiale, come prosciutto, salsicce o pancetta. Pertanto, i comportamenti umani possono svolgere un ruolo importante nella diffusione di questa malattia, qualora non venissero prese misure adeguate.

Attualmente colpisce diverse regioni del mondo (soprattutto Asia, Caraibi, Europa e Pacifico) e senza una cura efficace la malattia non solo ostacola la salute ed il benessere degli animali, ma ha anche un impatto negativo sulla biodiversità e sui mezzi di sussistenza degli agricoltori.

L'Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE) collabora da anni con i maggiori esperti per cercare di prevenire e controllare questa devastante malattia dei suini, ma la strada per un vaccino è ancora lunga.

Tornando a Roma, quindi, la raccomandazione è quella di prestare la massima attenzione in tutte le aree agricole e naturali comprese nella "zona rossa", dove vige già il divieto di organizzare eventi, raduni o pic-nic.

Per maggiori informazioni vi rimandiamo alla pagina ufficiale dedicata del Ministero della Salute.

A proposito di diffusione di malattie, sapete che secondo uno studio recente i topi di città non portano malattie più degli altri animali? Inoltre, qualche mese fa ci sono stati anche focolai di aviaria in Italia, Francia e Paesi Bassi. Davvero situazioni da non sottovalutare.

FONTE: Salute.gov
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