Nel modo di dire "piangere come un vitello", in realtà il bovino non c'entra nulla

Nel modo di dire 'piangere come un vitello', in realtà il bovino non c'entra nulla
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I modi di dire fanno parte integrante della cultura umana. Quanto volte ci siamo sentiti dire: "Sei testardo come un mulo!". Molte volte però, come spesso accade, alcuni modi di dire vengono fuorviati e possono essere confusi per qualcos'altro.

Ad esempio, nell'espressione "piangere come un vitello", il figlio della mucca (protagonista di alcuni esperimenti russi che hanno fatto indossare il VR all'animale) non c'entra niente col modo di dire, che ha origini antichissime. Infatti il detto indica, in realtà, la pianta della vite che, dopo la raccolta e la successiva potatura, prende il nome di "vitello", e il pianto di cui si parla non è altro che la resina che gocciola per giorni nei punti in cui la pianta è stata recisa.

Questo non è il primo caso di modi di dire che vengono spesso confusi. Come ad esempio, "andare in brodo di giuggiole". La giuggiola è un piccolo frutto che viene viene utilizzato, molto spesso, come ingrediente per confetture e non per preparare un brodo. Le succiole, che vengono fraintese con le giuggiole, sono le castagne bollite.

Il brodo di succiole (in Toscana) è l'acqua ottenuta facendo bollire le castagne. Il detto "andarsene in brodo di succiole" significava gioire molto per qualcosa, visto che le castagne bollite erano considerate una vera e propria delizia. Probabilmente il brodo di succiole è diventato brodo di giuggiole per una semplice questione di assonanza, e il detto "andare in brodo di giuggiole" ha mantenuto il significato di gioire.

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