Ecco a voi il pianoforte più antico del mondo: uno strumento rivoluzionario

Ecco a voi il pianoforte più antico del mondo: uno strumento rivoluzionario
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Il pianoforte più antico del mondo è custodito al Metropolitan Museum of Art di New York. Risale al 1720, ed è opera di Bartolomeo Cristofori, colui che inventò il "gravicembalo col piano e forte", oggi conosciuto come pianoforte.

Il primo esemplare di questo strumento musicale fu costruito dallo stesso Cristofori nel 1698, con lo scopo di realizzare un clavicembalo che avesse possibilità dinamiche controllabili dall'esecutore, e cioè la facoltà di suonare note a volumi diversi in correlazione all’intensità della pressione esercitata dal “tocco”. Infatti, fino a quel momento, gli strumenti tradizionali a tastiera, come il clavicembalo o il clavicordo, non potevano apportare cambiamenti significativi nella dinamica del suono.

A tal proposito Cristofori implementò un meccanismo di martelletti al tradizionale clavicembalo, permettendo la percussione delle corde a diversi livelli di intensità. Successivamente, nel 1732, Lodovico Giustini pubblicò la sua raccolta di: “12 sonate da cimbalo di piano e forte detto volgarmente di martelletti”, che rappresentava la prima musica ad essere stata scritta per pianoforte.

Dal punto di vista strutturale, il pianoforte più antico del mondo è costruito similarmente ai clavicembali italiani dell’epoca, presentando un’unica tastiera con un totale di cinquantaquattro tasti anziché gli ottantotto delle tastiere moderne. Lo stesso suono generato dalla percussione delle corde a opera dei martelletti è riconducibile a quello di un clavicembalo. Oltre al pianoforte custodito a New York, esistono altri due pianoforti realizzati da Cristofori; uno del 1722, conservato al Museo di Strumenti Musicali di Roma, e uno del 1726 collocato al Musikinstrumenten-Museum di Lipsia.

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