Nei pistacchi c'è il rischio di combustione spontanea per questo curioso motivo

Nei pistacchi c'è il rischio di combustione spontanea per questo curioso motivo
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I pistacchi, sotto certe condizioni, possono auto-incendiarsi. Sì, avete capito bene: l'elemento cardine di molti piatti "food porn" nasconde questo segreto. Il fenomeno, per quanto raro, solleva interrogativi non solo sulla sicurezza ma anche sull'incredibile chimica dietro a questi popolari snack.

Amati per il loro sapore unico e i benefici nutrizionali, nascondono un segreto: il loro alto contenuto di grassi, circa il 45-55%, e la bassa percentuale di acqua li rendono incredibilmente infiammabili. Quando le condizioni di umidità aumentano, si attivano enzimi che decompongono i grassi, liberando calore e gas potenzialmente pericolosi.

Questo processo, se non controllato, può portare all'auto-riscaldamento e, in casi estremi, all'auto-combustione dei pistacchi, specialmente se stoccati in grandi quantità e in condizioni di umidità e temperatura non adeguate. La stessa sorte può toccare ad altri semi oleosi come semi di girasole, arachidi, noci, anacardi e noci del Brasile, tutti capaci di auto-riscaldarsi fino a raggiungere il punto di combustione se le condizioni sono favorevoli.

Per questo motivo i produttori hanno sempre un occhio di riguardo durante la conservazione di questi alimenti. Non solo: questa scoperta apre anche una finestra sulle complesse reazioni chimiche che si svolgono nel mondo che ci circonda, ricordandoci che anche nel più piccolo dei semi può nascondersi una forza potente e inaspettata.

A proposito: ecco perché i gusci dei pistacchi sono così duri.