Le pitture rupestri più antiche al mondo stanno svanendo per via dei cambiamenti climatici

Le pitture rupestri più antiche al mondo stanno svanendo per via dei cambiamenti climatici
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Un nuovo studio pubblicato nella rivista "Scientific Reports" ha messo il luce le drammatiche conseguenze dei cambiamenti climatici sulle pitture rupestri. Prendendo in analisi le più antiche al mondo, situate nell'isola di Sulawesi (Indonesia), si è notato come negli ultimi decenni stiano drasticamente svanendo proprio per i mutamenti del clima.

Tra le antichissime testimonianze dei nostri antenati prese in analisi ve ne sono alcune che vennero create tra i 39 mila e i 45 mila anni fa all'interno in una cava particolare, la Leang Tedongnge, nella regione di Maros-Pangkep (Sulawesi, Indonesia) - di cui vi abbiamo parlato in maniera più approfondita in questa notizia.

In realtà, quest'area dell'isola presenta diversi siti preistorici -ad oggi, se ne contano 300- e si è notato, già a partire dal 1950, che molte raffigurazioni presenti al loro interno, sopravvissute decine di migliaia di anni, stiano andando a svanire sempre più velocemente.

Gli autori dello studio hanno dichiarato che la situazione è veramente tragica, perché il processo di decadimento di queste grotte, con annesse le loro rarissime immagini preistoriche, sembra inarrestabile.

Secondo gli esperti, questo fenomeno inevitabile di erosione è dovuto dalla presenza massiccia di diversi tipi di sali. Usando una serie di tecnologie innovative ed analizzando chimicamente alcuni campioni, in 11 siti preistorici del Maros-Pangkep, compresa la caverna di Leang Tedongnge, sono state trovate delle alte percentuali di solfato di calcio e cloruro di sodio.

Il fatto che siano presenti in grande quantità è un problema, se si considera che negli ultimi decenni il livello di umidità e le temperature sono aumentate in maniera sproporzionata intorno all'intera area. Se questi due ultimi fattori tendono a crescere, è più facile che si creino cristalli di sale che vanno a depositarsi sulla superficie delle rocce, provocando, di conseguenza, la loro deformazione e rottura.

I mutamenti del clima, come abbiamo visto tante altre volte, sono inevitabili nel corso della storia. Tuttavia, negli ultimi 40 anni l'intervento dell'uomo ha portato questi ad accelerare drasticamente, arrivando a raggiungere degli estremi mai registrati fino ad oggi.

Alla crisi climatica e le sue conseguenze, dicono gli esperti, si va aggiungere anche la normale attività industriale dell'uomo sull'ambiente, che, con il suo bisogno sempre maggiore di rocce calcaree, sta andando a minacciare persino siti storici come quelli del Maros-Pangkep.

Di fronte ad una situazione così emergenziale, gli autori dello studio hanno colto l'occasione per sollecitare le autorità internazionali a promuovere più progetti di restauro e salvaguardia dei resti.

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