Polonia: individuati 39 mila crateri causati dalle bombe della Seconda Guerra Mondiale

Polonia: individuati 39 mila crateri causati dalle bombe della Seconda Guerra Mondiale
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Seppur a distanza di anni, molte sono le cicatrici lasciate dalla Seconda Guerra Mondiale, che risultano impossibili da risanare. L'esempio perfetto è la Polonia, un territorio flagellato da questo drammatico evento storico, di cui tutt'oggi ne riporta molte testimonianze di distruzione. Una fra queste è il bacino di Koźle. Ecco perché.

Questo particolare territorio geografico era un dominio tedesco. Esso, infatti, rientrava nell'area di competenza della città di Kędzierzyn-Koźle, un centro urbano situato, tutt'oggi, nell'Alta Slesia.

Quest'ultima, oggetto secolare di contesa tra il Regno di Polonia e la Germania, vista l'alta presenza di una minoranza tedesca all'interno dei suoi confini, fu uno dei primi territori che Hitler invase alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, nel 1939, e da quel momento ne aveva avuto sempre il controllo.

Quando, nel 1945, divenne palese, con l'intervento delle due grandi potenze alleate, che i nazisti avrebbero perso la guerra, i territori polacchi vennero fortemente attaccati, sia sul fronte orientale che in quello occidentale. Lo scopo era, ovviamente, far ritirare le truppe tedesche.

Tuttavia, per poterlo fare era necessario un intervento duro. Per questo, si fece un uso massiccio di devastanti bombardamenti, dai quali ne rimase coinvolto anche il bacino di Koźle.

In questi ultimi anni i ricercatori hanno lavorato con dedizione per poter creare delle mappe, il più dettagliate possibili, che fungano da testimonianze indelebili di tutte quelle cicatrici lasciate da quei bombardamenti. Tra le decine di aree, hanno preso in analisi anche Koźle, riuscendo ad individuare, in una superficie di 470 metri quadrati, più di 6000 crateri, generati solo 1945, dal diametro variabile. Secondo i dati, esso oscillerebbe tra i 5 e i 15 metri.

Ma perché, potreste chiedervi, vi è una presenza così massiccia di bombardamenti in questa zona periferica della Polonia? La risposta a questa domanda risiede nel ruolo che il bacino di Koźle aveva assunto tra il 1939 e il 1945.

Esso, infatti, venne usato dai nazisti, durante la Seconda Guerra Mondiale, come centro di produzione industriale del petrolio. Data la sua vasta superficie, era considerato uno dei più grandi siti di rifornimento del Terzo Reich. Inoltre, con la massiccia presenza di forestazione, risultava facile per le truppe tedesche nascondere i centri di produzione, sia da attacchi di terra sia da quelli aerei.

I primi ad individuare l'area furono gli inglesi, nel 1943. La Royal Air Force britannica iniziò già in quel periodo alcune campagne di bombardamento. Tuttavia, la dose più massiccia arrivò nel 1944, quando si aggiunse anche l'aereonautica statunitense. Da quel momento in poi, l'obiettivo era solo uno: distruggere tutte le raffinerie d'olio presenti.

Secondo i dati forniti nello studio, pubblicato nella rivista Antiquity, è probabile che tra il 1943 e il 1945, gli Alleati sganciarono in tutto 39.137 bombe solo in questo bacino idrologico. Questo numero, ovviamente, non può essere considerato definitivo.

Nel secondo dopoguerra molti cittadini polacchi iniziarono a riappropriarsi del territorio devastato e a coprire, possibilmente, molti altri crateri con edifici o terreni per la coltivazione. Quindi, la cifra stimata gioca un po' al ribasso ed è possibile che il numero di bombe sganciate possa essere stato molto più alto.

FONTE: Antiquity
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