Possiamo impedire alla Terra di riscaldarsi? Può darsi, grazie a questo esperimento

Possiamo impedire alla Terra di riscaldarsi? Può darsi, grazie a questo esperimento
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Nel 2021, la concentrazione di CO2 nell'atmosfera ha raggiunto il 150% del suo valore in epoca preindustriale. Le notizie non sono confortanti e, per prevenire gli effetti peggiori di questa conseguenza, si devono ridurre a zero le emissioni nette di anidride carbonica entro il 2050. Tuttavia, possiamo impedire alla Terra di riscaldarsi?

Innanzitutto partiamo col dire che ci vorrà del tempo per vedere gli effetti delle riduzioni di CO2 sulle temperature globali. Gli impatti negativi del riscaldamento globale, infatti, continueranno per decenni. Detto questo: perché il nostro pianeta si sta riscaldando? In poche parole, i raggi del Sole colpiscono costantemente la Terra; il 30% di questi vengono riflessi dall'atmosfera, mentre il resto riscalda il pianeta durante il giorno e viene irradiato nello spazio di notte.

Prima dell'era industriale, il calore in ingresso era esattamente compensato dalla quantità persa nello spazio, garantendo che le temperature medie globali rimanessero costanti. Le emissioni di CO2 di oggi, però, interrompono questo equilibrio assorbendo parte del calore che dovrebbe essere irradiato nello spazio e intrappolano il calore, appunto, sulla Terra. Più anidride carbonica c'è nell'atmosfera, più la temperatura aumenta (per questo l'obiettivo è eliminarla).

Per ridurre queste temperatura, un team di scienziati di Harvard ha ideato lo Stratospheric Controlled Perturbation Experiment (SCoPEx) e ha intenzione di "iniettare" particelle nell'atmosfera superiore per abbassare le temperature. Le eruzioni vulcaniche, ad esempio, conducono nuvole di particelle di polvere in alto nella stratosfera, formando uno "scudo protettivo" che impedisce a parte del calore del Sole di raggiungere la superficie terrestre.

Durante l'eruzione del 1991 del Monte Pinatubo nelle Filippine, per farvi capire, ci fu un calo della temperatura media nell'emisfero settentrionale di più di mezzo grado Celsius nei successivi 15 mesi. Gli scienziati vorrebbero mandare un pallone sonda ad alta quota (20 chilometri) per rilasciare particelle microscopiche in grado di diventare uno "scudo" contro il calore. Tutto ciò, nelle simulazioni, sembra essere praticabile.

L'idea ha però diversi detrattori: come facciamo a essere sicuri che un'operazione del genere non peggiori le cose? Esiste la possibilità, infatti, che lo lo Stratospheric Controlled Perturbation Experiment possa disturbare i modelli meteorologici, danneggiare le colture riducendo la quantità di luce solare che ricevono e, se si utilizzano aerosol di solfuro, danneggiare lo strato di ozono.

A causa di queste preoccupazioni, il team di SCoPEx ha rimandato il viaggio inaugurale del suo pallone ad elio a "data da destinarsi".

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