Possibile collegamento tra una rara malattia polmonare e le sigarette elettroniche

Possibile collegamento tra una rara malattia polmonare e le sigarette elettroniche
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Un paziente, negli Stati Uniti, che aveva recentemente cominciato a svapare, è morto dopo aver sviluppato una grave malattia polmonare, mentre le autorità cercano di trovare la causa che sta dietro ad altri 200 casi simili. Ma siamo sicuri che i due eventi siano collegati? Vediamo i fatti.

"Ieri abbiamo ricevuto un rapporto sulla morte di un adulto che era stato ricoverato in ospedale per una grave malattia respiratoria inspiegabile, dopo che aveva, recentemente cominciato a svapare, come lui stesso ha riferito", ha detto Jennifer Layden, capo medico dello stato del Midwest dell'Illinois.

A partire da venerdì, ci sono stati 193 casi in 22 stati di potenziali casi di grave malattia polmonare (attualmente) associati all'uso di sigarette elettroniche, dalla fine di giugno.

La causa non è però stata determinata, per quanto tutti abbiano recentemente usato sigarette elettroniche per inalare nicotina o cannabis vaporizzata. Molti dei prodotti sono stati inviati laboratorio per fare dei test.

Ma Ileana Arias, vice direttore ad interim delle malattie non infettive presso il CDC, ha aggiunto che, sebbene i casi appaiano simili, "non è chiaro se questi casi abbiano una causa comune o se si tratti di malattie diverse con sintomi simili".

Si sa per certo una cosa: è più sicuro del fumo, e nessun prodotto specifico è stato identificato o incolpato per la malattia in nessuno dei casi.

Le sigarette elettroniche sono disponibili negli Stati Uniti dal 2006 e talvolta sono utilizzate come aiuto per smettere di fumare prodotti più "tradizionali".

Il loro uso tra gli adolescenti è salito alle stelle negli ultimi anni: circa 3,6 milioni di studenti delle scuole medie e superiori hanno usato prodotti di svapo nel 2018, con un aumento di 1,5 milioni rispetto all'anno precedente.

I consumatori di sigarette elettroniche non vengono tuttavia esposti ai 7.000 componenti chimici presenti nelle sigarette e si ritiene pertanto che lo svapo sia estremamente più sicuro del fumo.

I liquidi contengono, tuttavia, nicotina, che è stata studiata per decenni ed è nota per il creare dipendenza, nonchè una varietà di altri componenti classificati come "potenzialmente dannosi" dalla National Academy of Sciences statunitense, in uno studio del 2018 richiesto da Congresso.

Il rapporto ha inoltre identificato "prove sostanziali" che il vapore contiene tracce di metalli, derivanti sia dalla serpentina utilizzata per riscaldare il liquido, sia da altre parti del dispositivo.

I numeri sono sì, preoccupanti, ma i dati ancora totalmente inconcludenti e insufficienti. Tuttavia nulla a che vedere con i danni e i decessi che possono essere collegati oltre ogni ragionevole dubbio al fumo di sigaretta.

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