Le primissime forme di vita potrebbero essere state molto simili agli animali

Le primissime forme di vita potrebbero essere state molto simili agli animali
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Le prime forme di vita potrebbero essere state molto più simili agli animali di quanto pensassimo, secondo una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Molecular Biology and Evolution. Il nuovo studio, infatti, mostra che i batteri possono "svilupparsi" come una sorta di embrione.

Per formare colonie rigogliose e densamente compatte, queste creature utilizzano una sorta di "melma" nota come biopellicola. Qui dentro possono resistere meglio ai cambiamenti ambientali, comunicare a lungo raggio con le cellule al di fuori delle loro comunità e persino condividere una sorta di memoria collettiva, comportandosi essenzialmente come un organismo multicellulare.

Questa biopellicola, secondo quanto scoperto da un team internazionale, si sviluppa come un organismo multicellulare. In laboratorio, gli esperti hanno studiato il Bacillus subtilis (conosciuto anche come bacillo del fieno o dei pascoli), comunemente presente nel suolo. I ricercatori hanno stabilito una sequenza temporale dell'espressione genica attraverso l'intera biopellicola durante lo sviluppo, da poche cellule iniziali fino all'età di due mesi.

L'ordine di espressione genica durante la crescita della pellicola rispecchia i tempi dell'evoluzione di questi geni, proprio come le espressioni dei geni nello sviluppo di embrioni animali. Questa, inoltre, non è l'unica similitudine con lo sviluppo di embrioni animali. "I batteri sono veri organismi multicellulari proprio come noi", afferma il genetista Tomislav Domazet-Lošo dell'Università cattolica della Croazia. "Considerando che i fossili più antichi conosciuti sono biopellicole batteriche, è abbastanza probabile che anche la prima forma di vita fosse multicellulare, e non una creatura unicellulare come considerato finora".

Il team avverte che questi risultati sono limitati alla biopellicola di una singola specie in condizioni di laboratorio. Sono necessarie ulteriori ricerche per scoprire se i risultati valgono anche nell'ambiente naturale con interazioni multi-specie.

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