Quanto è probabile trovare un pianeta simile alla Terra? Lo rivela uno studio

Quanto è probabile trovare un pianeta simile alla Terra? Lo rivela uno studio
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Un gruppo di scienziati provenienti da varie Università americane vuole fornire una stima più accurata riguardo la possibilità e la frequenza di trovare pianeti simili alla Terra in termini di dimensioni, distanza dalla loro stella e periodo di rivoluzione.

Conoscere la frequenza in cui queste caratteristiche si riscontrano nei pianeti che si scoprono ci aiuterà a progettare future missioni spaziali e aumenterà, forse, anche la possibilità di trovare mondi simili alla Terra, in grado cioé di ospitare la vita.

Migliaia di pianeti, infatti, sono stati scoperti dal telescopio spaziale Keplero. Esso è stato lanciato nel 2009 e, dopo nove anni di instancabile lavoro, ha finito, nel 2018, il suo carburante.

Durante questo lasso di tempo ha scoperto migliaia di pianeti e centinaia di migliaia di stelle.

La procedura di identificazione dei pianeti di Keplero è molto semplice: quando un pianeta, nel percorrere la sua orbita intorno alla sua stella, passa davanti ad essa e fa diminuire la sua luminosità.

Studiando il tempo di transito e la diminuzione della luminonsità è possibile scoprire la presenza o meno di un pianeta extrasolare.

Scopo della studio in questione è quello di migliorare la comprensione della formazione dei pianeti e pianificare missioni future ad hoc, scremando i corpi celesti meno interessanti. Osservare tutti gli esopianeti può essere fuoriviante ed uno spreco immane di risorse.

Ricordiamo che molti dei pianeti scoperti da Keplero si trovano a grandissime distanze dalla Terra e risulta quindi dispendioso osservarli per scoprirne le qualità che li possano classificare come possibili pianeti capaci di ospitare la vita.

Proprio grazie all'enorme quantità di pianeti scoperti da Keplero sarà possibile eseguiere un'analisi statistica rigorosa per stimare il tasso di pianeti con caratteristiche utili (come per esempio la distanza dal suo sole e la dimensione) per accogliere la vita.

Sapere quanto frequentemente incontreremo un pianeta di una determinata dimensione ed il suo periodo orbitale sarà estremamente utile per progettare le future missioni spaziali e massimizzare, così, la possibilità di successo.

FONTE: PPhys.org
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