La produzione di energia mediante fonti rinnovabili ha stabilito un nuovo record nel 2020

La produzione di energia mediante fonti rinnovabili ha stabilito un nuovo record nel 2020
INFORMAZIONI SCHEDA
di

La produzione di energia elettrica - derivante soprattutto dall’utilizzo dall’eolico e dal solare - ha segnato un record piuttosto interessante nel corso dei primi sei mesi del 2020, con una crescita di quasi il 10% della produzione del fabbisogno mondiale .

L’utilizzo delle palee eoliche e dei pannelli solari è un tema molto dibattuto al giorno d’oggi, e in particolare da quando nel 2015 si sono tenuti gli Accordi di Parigi sul Clima, al fine di evitare e ridurre le pericolose emissioni di gas serra che stanno pian piano mutando il clima del nostro pianeta. Secondo tali accordi i paesi più responsabili dell’inquinamento come Cina, Stati Uniti, India, Giappone e Turchia, avrebbero dovuto provvedere, proprio a partire dal 2020, ad una decisa riduzione della dipendenza del carbone, portando una diminuzione di oltre il 13% dell’uso di combustibili fossili ogni anno, per almeno un decennio.

I dati della nuova analisi della Ember (una società no-profit che pone particolare enfasi sull’uso e sull’analisi dell’energia pulita) dimostrano come nel corso di quest’anno si abbia avuto un netto calo di richiesta di energia fossile, in particolare da paesi come Unione Europea e Gran Bretagna. C’è purtroppo una grossa macchia di cui tenere conto: lo studio ha preso i dati contando anche (e soprattutto) i mesi di blocco totale dovuti alla pandemia di Covid-19. Nel periodo di lockdown le industrie e le fabbriche lavoravano ad un ritmo fortemente compassato, soprattutto quelle con più alto fabbisogno energetico, lasciando uno spiraglio ben più ampio ai centri di energia rinnovabile.

Secondo l’esperto Dave Jones, analista senior presso Ember, i dati sono incoraggianti ma molto lontani dal reale cambiamento stabilito a Parigi: “per ottenere una drastica riduzione dell’inquinamento globale, i grandi paesi dovrebbero impegnarsi di più, riducendo la loro dipendenza dall’industria del carbone di almeno il 30%”, ha affermato Jones, per poi concludere: “La Cina, il principale inquinatore mondiale, ha ridotto la sua produzione di carbone solo del 2% quest'anno nonostante il rallentamento economico causato dalla pandemia. Dov'è dunque il suo piano per far crollare la produzione di carbone entro il 2030? Semplicemente, non esiste."

Quanto è interessante?
4