Il progetto nazista sul nucleare che illuse Hitler di poter vincere la guerra

Il progetto nazista sul nucleare che illuse Hitler di poter vincere la guerra
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Nella Seconda Guerra Mondiale spesso erano le piccole decisioni che determinavano il successo o la sconfitta. I tedeschi, con la scoperta della fissione nucleare nel 1938, avevano tutte le carte in tavola per poter creare una possibile arma di distruzione di massa e vincere. Eppure non accadde...perché?

Il percorso scientifico intrapreso dagli scienziati tedeschi riguardo il nucleare iniziò nel 1938, quando Otto Hahn (padre della chimica nucleare) e Fritz Strassmann riuscirono a far avvenire la prima reazione di fissione.

All'annuncio della scoperta, molti sostenitori del partito nazista cominciarono a spingere su questo campo, convinti che si sarebbe potuta costruire un'arma nucleare in poco tempo e vincere la guerra. Nacque, così, il progetto segreto "Uranio" (l' "Uranprojekt").

Fu in quel momento che entrò in gioco, ancora una volta, uno dei "nemici" principali del regime di Hitler: Albert Einstein. Lo scienziato scrisse una lettera a Roosevelt, il presidente degli Stati Uniti, affermando che l'intenzione dei tedeschi era quella di costruire una possibile arma letale usando le loro conoscenze sull'uranio o, più in generale, sul nucleare.

Quello che Einstein non sapeva, però, era che i membri della Heereswaffenamft (la HWA), l'agenzia delle armi militari tedesca, si resero conto ben presto che i piani di Hitler non potevano realizzarsi in fretta.

Posta a maggiori controlli, il progetto venne diviso in tre macro-aree di competenza: una doveva dedicarsi alla costruzione di un reattore nucleare, una all'arricchimento dell'uranio e, infine, un team di studiosi si sarebbe specializzato nella separazione degli isotopi radioattivi.

Bisogna, però, considerare che la HWA non doveva solo occuparsi del progetto "Uranio", ma produrre anche tutte le armi necessarie per l'esercito tedesco. Di conseguenza, quando le forze della Germania cominciarono a fronteggiare resistenze più numerose, divenne difficile gestire il tutto, anche da un punto di vista economico.

Un altro elemento di debolezza in questo progetto era la mancanza di scienziati specializzati. Gran parte dei grandi nomi della scienza, compreso lo stesso Einstein, erano ebrei e, come tali, furono costretti a fuggire.

Alla fine, i gerarchi si arresero. Albert Speer, ministro degli armamenti, chiese in una conferenza del 1942 se il Reich fosse ancora disposto a finanziare un progetto che avrebbe richiesto anni prima di trovare delle risposte. Il Führer decise di continuare, ma non vi furono scoperte significative.

Prima della conclusione della guerra, un gruppo di Alleati andò in Germania per capire a che punto fossero arrivati gli esperimenti segreti tedeschi. Invadendo in segreto una stazione di ricerca nella Foresta Nera, catturarono un team di scienziati nazisti - legati proprio al Progetto Uranio.

Potrete immaginare la sorpresa di questi ricercatori quando il 6 Agosto del 1945 gli americani furono i primi a lanciare una bomba atomica sopra Hiroshima.

Quando gli inglesi avviarono l'Operazione Epsilon, che prevedeva di rinchiudere 10 collaboratori che avevano partecipato al progetto tedesco sul nucleare dentro una tenuta di campagna, vennero registrate le conversazioni per determinare quanto fossero vicini i nazisti alla produzione di un'arma atomica simile a quella americana.

Il principale conduttore del progetto Uranio, Karl Heisenberg, dichiarò che il suo gruppo, a causa delle scelte del partito, era troppo ignorante riguardo i principi necessari per innescare l'esplosione atomica. Inoltre, la mancanza di conoscenze portò tutti a sopravvalutare la massa critica di uranio arricchito necessaria per originare la reazione di fissione nucleare a catena.

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