Nonostante i progressi, gli umani non hanno allungato la loro speranza di vita

Nonostante i progressi, gli umani non hanno allungato la loro speranza di vita
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Esiste un'ipotesi nota come "ipotesi del tasso invariante di invecchiamento" secondo cui il tasso di invecchiamento è relativamente fisso all'interno delle specie. Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature Communications afferma infatti che, nonostante i progressi medici, gli esseri umani non sono riusciti a "vivere più a lungo".

"Siamo stati in grado di far luce sull'ipotesi invariante del tasso di invecchiamento combinando diversi dati e confrontando i modelli di nascite e morti su nove popolazioni umane con informazioni provenienti da 30 popolazioni di primati non umani, inclusi gorilla, scimpanzé e babbuini che vivono nello stato selvatico e negli zoo", afferma il dottor Fernando Colchero della University of Southern Denmark.

Prima dei vaccini e delle forniture di acqua pulita, quasi la metà della popolazione di bambini moriva prima di arrivare all'età adulta. "Osserviamo che non solo gli esseri umani, ma anche altre specie di primati esposte ad ambienti diversi, riescono a vivere più a lungo riducendo la mortalità infantile e giovanile. Tuttavia, questa relazione vale solo se riduciamo la mortalità precoce e non riducendo il tasso di invecchiamento" afferma Colchero.

In poche parole, quindi, gli esseri umani sono diventati più bravi a restare in vita per il tempo che c'è concesso vivere, ma non abbiamo aumentato la durata della vita della specie. Secondo quanto viene riportato nel documento, se i Neanderthal o l'Homo erectus fossero ancora in circolazione ai giorni d'oggi e avessero accesso alla medicina moderna, probabilmente avrebbero aspettative di vita simili alle nostre.

Dobbiamo quindi dimenticarci della speranza di allungare la durate della nostra vita in futuro? "Non tutto è perduto", afferma infine Colchero. "La scienza medica è progredita a un ritmo senza precedenti, quindi forse quest'ultima potrebbe riuscire a ottenere ciò che l'evoluzione non è riuscita: ridurre il tasso di invecchiamento". Tuttavia, se fosse già arrivato - sottolinea l'esperto - probabilmente lo avremmo già visto nel riflesso nei modelli demografici... e finora non è così.

FONTE: iflscience
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