Project Ara: i moduli per Google saranno realizzati da Toshiba

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All'inizio del 2015 Google dovrebbe rendere disponibili i primi elementi per la costruzione dello smartphone modulare, attualmente conosciuto con il nome di Project Ara. Ad assumersi la "responsabilità" della produzione dei singoli moduli per conto di Google sarà Toshiba. Tra tutti i componenti che saranno venduti e potranno essere scelti dagli utenti ce n'è uno, l'esoscheletro, una sorta di scheda madre nota come "Endo", che non verrà mai rimossa e servirà da base per tutti i moduli hardware. L'esoscheletro verrà commercializzato in tre dimensioni che corrisponderanno poi alla grandezza finale dello smartphone: mini, griglia da 2x5 moduli, non più larga di 45 millimetri; media, griglia da 3x6 moduli, non più larga di 67.02 millimetri; larga, griglia da 4x7 moduli, larghezza da definire (stile phablet). Anche questo componente verrà realizzato da Toshiba, la multinazionale giapponese che già nel 2013 aveva iniziato i lavori per la valutazione della realizzazione dei moduli Ara.

L’Endo rappresenta un vero e proprio concentrato di tecnologia. Per evitare di dover spegnere lo smartphone Ara nel caso di sostituzione del modulo alimentazione, esso è stato dotato di una piccolissima batteria interna dall’autonomia molto limitata, ma sufficiente a garantire la perfetta esecuzione di tale operazione. Il compito principale di Endo però, è tenere uniti tutti i moduli tramite calamite speciali. A Mountain View hanno pensato bene di utilizzare dei magneti elettro-permanenti che impediscono alle singole parti hardware di staccarsi dalla struttura di base.
Tornando a Toshiba, la compagnia giapponese ha recentemente affermato che gli sarebbe piaciuto portare la medesima tecnologia basata sui moduli sostituibili anche sui dispositivi indossabili, come smartwatch o glass. Tuttavia bisognerà vedere come risponderà il pubblico al lancio di Project Ara il prossimo anno. Solo successivamente si potranno fare altri progetti ed estendere tale "filosofia" a nuove categorie di prodotto.

FONTE: Ameblo
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