Il prossimo passo della robotica morbida? Un super innovativo..."blob di vermi"

Il prossimo passo della robotica morbida? Un super innovativo...'blob di vermi'
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Cos’è rosso, tentacolare e formato da migliaia di sguscianti animaletti dall’aria per niente rivoltante? Se avete risposto un blob di vermi aggrovigliati, beh complimenti per le doti deduttive. E se vi dicessimo che questo ammasso informe e brulicante di vermetti è stato studiato da un team di scienziati per sviluppare uno sciame di robot?

La specie in esame è il Lumbriculus variegatus, meglio noto come blackworm della California. Si tratta di una specie di verme acquatico lungo fino a 4 cm e dalle abitudini alquanto canoniche (per essere un verme acquatico).

Il comportamento affascinante, che ha attirato l’attenzione dei ricercatori, è l’attitudine dello sgusciante lombrico ad intrecciarsi, con altri suoi simili, in dei “grovigli vermeggianti” dotati, in apparenza, di una coscienza propria, dimenandosi e avanzando come un singolo individuo, uscito dai vostri peggiori incubi. E non si tratta del fenomeno più bizzarro, sapevate che a New York si è formato un tornando di vermi?

L'insolito comportamento dei blackworms è indotto da fattori di stress ambientale, come la siccità, che porta i singoli individui ad agglomerarsi per non dissipare l’umidità corporea. Una volta compattati in questo “blob di vermi” la massa si muove mediante un movimento che i ricercatori chiamano “locomozione emergente”, di cui nessuno dei singoli è responsabile ma, nel complesso, produce un movimento verso ambienti favorevoli, grazie all’interazione stessa tra i vermi. I singoli individui nel “viscido gomitolo” possono aggrapparsi saldamente, formando una sorta di solido, o più lassamente, divenendo quasi un liquido informe.

Chantal Nguyen, ricercatrice dell'Università del Colorado Boulder ha dichiarato " È stato incredibile vedere questo gigantesco blob di vermi scivolare".

Il team di ricerca, nato dalla collaborazione tra la scienziata e i ricercatori Yasemin Ozkan-Aydin e M. Saad Bhamla, che hanno condotto lo studio, ha effettuato una serie di esperimenti individuali sui vermi, per verificare la locomozione acquatica a diverse temperature. È stato possibile osservare che ad una temperatura di 30°C, i vermi tendono a muoversi ed esplorare l’ambiente, sopra i 34°C permangono in uno stato inerte che, in breve tempo, risulta fatale.

In seguito sono stati analizzati i veri e propri blob di vermi. Questi hanno mostrato che a temperature intorno ai 10°C formano grovigli strettamente legati, mentre a 25°C sono collegati in modo più lasso. A temperature più alte, invece, prossime ai limiti letali, i blob si sono slegati velocemente.

Gli scienziati hanno pensato di sfruttare questi comportamenti, per sviluppare robot morbidi, dotati di modelli informatici affini, rendendoli capaci di effettuare azioni che singolarmente non potrebbero. Il prossimo passo dei ricercatori è quello di proiettare il modello nel mondo tridimensionale e sfruttare appieno il comportamento e gli atipici movimenti dei vermi.

Studi futuri saranno volti a creare robot individuali capaci di interazioni che gli permetteranno di agire all’unisono con una sorta di “coscienza collettiva”, permettendo, grazie ai modelli comportamentali dei vermi, di unificare la robotica morbida con la tecnologia dello sciame.

La robotica a sciame morbida è un campo di ricerca aperto" conclude Nguyen.

Se siete appassionati di soft robotics, vi presentiamo il robot morbido più veloce di sempre.

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