Pubblicità spaziali: i russi vogliono mandare in orbita uno "schermo" gigantesco

Pubblicità spaziali: i russi vogliono mandare in orbita uno 'schermo' gigantesco
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E se la prossima innovazione in campo pubblicitario fosse lo Spazio? Questo è quanto si sono chiesti i russi, che hanno affermato di voler inviare un gigantesco "schermo" in orbita per proiettare delle immagini di questo tipo e rendere la réclame un evento affascinante e coinvolgente.

In particolare, stando anche a quanto riportato dai colleghi di Popular Mechanics e come potete vedere nel video presente qui sotto, la tecnologia è già stata progettata, ma non ancora messa in funzione, e la startup StartRocket vuole iniziare a "trasmettere" queste pubblicità a partire dal 2021. L'azienda prevede di lanciare in orbita, a circa 450km di altezza, dozzine di piccoli satelliti CubeSat. Dopodiché, questi ultimi si metteranno nella posizione assegnata loro e schiereranno delle "vele giganti" che riflettono la luce del Sole sulla Terra, in modo che le persone possano vedere l'immagine a occhio nudo.

Vi starete chiedendo perché i suoi creatori lo chiamano "display". Ebbene, ogni "vela" può essere controllata indipendentemente e quindi agisce come una sorta di pixel programmabile. Chiaramente non è mai stato realizzato finora un progetto simile ed è sicuramente un obiettivo molto ambizioso da parte di una startup. Tuttavia, a quanto pare sembra essere tutto concretamente realizzabile, grazie alla tecnologia odierna.

Nonostante questo, alcuni esperti hanno già espresso diverse perplessità in merito. Patrick Seitzer, professore di Astronomia all'Università del Michigan, ha affermato che secondo lui significherebbe sprecare una tecnologia molto potente, visto che a suo dire le persone non saranno molto contente di vedere delle pubblicità giganti nello Spazio. Inoltre, potrebbero esserci dei problemi anche per coloro che vogliono semplicemente osservare le stelle, per non parlare dell'inquinamento luminoso. La startup russa ha già dichiarato che gli annunci sarebbero visibili solamente in determinate ore del giorno, ma il problema persiste.

"Avviare progetti artistici come questo senza alcun valore commerciale, scientifico o di sicurezza nazionale sembra poco saggio. [...] Lo Spazio è sempre più affollato. Ci sono oltre 20.000 oggetti [...] nel catalogo pubblico ufficiale gestito dall'Aeronautica statunitense. Meno del 10% di quegli oggetti sono satelliti attivi, il resto sono satelliti morti, vecchi corpi di razzi e parti di veicoli spaziali", ha concluso Seitzer.

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