Nel punto del misterioso "segnale Wow" inviato sulla Terra c'è una stella simile al Sole

Nel punto del misterioso 'segnale Wow' inviato sulla Terra c'è una stella simile al Sole
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Il 15 agosto 1977 un radiotelescopio catturò un breve ma criptico "messaggio" destinato a fare la storia. Trovato dall'astronomo Jerry R. Ehman mentre lavorava al progetto di ricerca di vita extraterrestre SETI, il segnale durò soltanto 72 secondi e, per l'emozione, Ehman scrisse accanto al codice alfanumerico la scritta "Wow!".

"La scoperta è considerata il miglior segnale radio candidato SETI che abbiamo raccolto con i nostri telescopi", ha dichiarato a LiveScience Alberto Caballero, un astronomo dilettante del SETI. Le lettere del codice cerchiato, 6EQUJ5, descrivono la variazione dell'intensità del segnale ed è molto vicino alla frequenza della riga a 21 cm dell'idrogeno.

"Poiché l'idrogeno è l'elemento più abbondante nell'universo, c'è una buona logica nel supporre che una civiltà intelligente all'interno della nostra galassia desiderosa di attirare l'attenzione su di sé possa trasmettere un forte segnale vicino alla frequenza della linea neutra dell'idrogeno", afferma Ehman. Da allora gli scienziati hanno cercato nella zona, ma non è stato scoperto più nulla.

Adesso, però, uno scienziato ha trovato una stella simile al sole nella direzione da cui venne inviato il messaggio, a circa 1.800 anni luce dalla Terra. "Ho trovato in particolare una stella simile al sole", ha affermato Caballero, "un oggetto chiamato 2MASS 19281982-2640123 a circa 1.800 anni luce di distanza che ha una temperatura, un diametro e una luminosità quasi identici alla nostra compagna stellare".

Questa ricerca è stata pubblicata il 6 maggio sull'International Journal of Astrobiology. Adesso gli esperti hanno intenzione di puntare i loro telescopi su 2MASS 19281982-2640123, per analizzare meglio questo sistema solare. "Non credo sia una coincidenza che il punto della storia umana in cui iniziamo a emettere segnali intelligenti nello spazio sia anche lo stesso punto della storia in cui ci viene l'idea di cercare segnali intelligenti dallo spazio", afferma infine Rebecca Charbonneau, storica che studia SETI all'Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics (non coinvolta nello studio).

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