Quando imparano a cantare gli uccelli? Fin da dentro l'uovo, suggerisce la scienza

Quando imparano a cantare gli uccelli? Fin da dentro l'uovo, suggerisce la scienza
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È ormai noto che i feti nell’utero materno riescano a percepire il mondo esterno, abituandosi a ciò che li aspetta. Questo fenomeno, però, non sembra limitato solo alle specie vivipare. Un team di ricerca ha scoperto che gli uccellini imparano a cantare e percepire i vocalizzi nelle uova, ancora prima di venire alla luce.

Questo fenomeno permette di riscontrare una forma di apprendimento embrionale che permette, ai piccoli nelle uova, di abituarsi ai richiami della propria specie e di rispondervi, affidandosi ai primordi della loro attività vocale (che in alcune specie permette addirittura di riprodurre il pianto di un bambino o di imitare "imprecazioni").

Lo studio ha verificato l’ipotesi che tra le specie di uccelli canori, i cui piccoli non ricevono “insegnamenti vocali”, è presente la capacità di esprimere suoni specie specifici, grazie ad una forma di adattamento e di imprinting neurale prima della schiusa.

I ricercatori, dal 2012 al 2019, hanno effettuato esperimenti sonori, sottoponendo una serie di uova, di cinque diverse specie, a una moltitudine di vocalizzi, sia della propria che di specie differenti. Le uova, sottoposte a questi suoni, appartenevano a diversi uccelli, tra cui lo scricciolo azzurro superbo, lo scricciolo splendente di palude, il fringuello terricolo piccolo, il pinguino minore blu e la quaglia del Giappone.

Dai dati sperimentali, gli autori hanno scoperto che tutti gli uccelli coinvolti hanno manifestato una forma di abitudine al suono esterno perpetrato. Ciò sembra indicare un apprendimento innato che conferirebbe agli animali la capacità di distinguere tra richiami della propria specie e quelli di estranei.

Secondo gli autori della ricerca "I risultati di questo studio suggeriscono che la capacità di percepire e abituarsi al suono, in ovo, negli uccelli in via di sviluppo, può essere tassonomicamente più diffusa di quanto precedentemente considerato e supportano anche l'idea che l'apprendimento della percezione vocale non sia un comportamento binario".

Non è ancora stato acclarato l’impatto comportamentale di questo apprendimento embrionale, una volta che i pulcini vengono alla luce, ma, secondo gli autori dello studio, questi suoni contribuirebbero a preparare gli embrioni alla vita fuori dal guscio, pur manifestando differenze a seconda della specie.

Sonia Kleindorfer, ricercatrice presso la Flinders University e l'Università di Vienna, auspicando un prosieguo delle ricerche in merito a questo argomento, ha dichiarato "Si spera che questa ricerca ispiri ulteriori studi sulla notevole capacità degli animali di apprendere i suoni" e concludendo "Spostando la finestra temporale per l'apprendimento del suono alla fase prenatale, questa direzione di ricerca apre percorsi, per misurare gli effetti neurobiologici, a valle dell'esperienza uditiva precoce, sul comportamento e sull'elaborazione delle informazioni".

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