Quando dei legionari romani vennero sconfitti dal "miele allucinogeno"

Quando dei legionari romani vennero sconfitti dal 'miele allucinogeno'
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L'impero romano per buona parte della sua storia aveva un esercito imbattibile. Strategia, forza e potenza; questi tre elementi contraddistinguevano i soldati romani sul campo di battaglia e per batterli gli avversari dovevano essere più astuti di loro. Così ci fu qualcuno che avvelenò i legionari con del "miele allucinogeno".

Durante la terza guerra mitridatica, la Repubblica Romana si scontrò con uno degli avversari più astuti della loro storia: Mitridate VI del Ponto, ricordato anche come uno dei più formidabili avversari della Repubblica.

Secondo diverse fonti storiche, i soldati del Re attaccarono i romani con frecce avvelenate, usarono "vespe e bestie feroci" nei tunnel d'assedio e svilupparono persino armi chimiche. In un evento del 65 avanti Cristo, lo storico Strabone spiega che gli alleati di Mitridate usarono il "miele pazzo" per spazzare via una colonna romana.

La dolce sostanza viene prodotta dalle api che si nutrono del nettare di una pianta chiamata rododendro, che contiene alte concentrazioni di una classe di neurotossine chiamate graianotossine. Gli invasi piazzarono sulla strada delle urne contenenti il miele e i romani decisero di banchettare con esso causando loro allucinazioni, perdita di coordinazione e nausea.

Questo momento di debolezza venne subito sfruttato da parte dell'esercito di Mitridate VI del Ponto, che sterminò prontamente l'invasore. Una vittoria che non bastò a salvarsi dalla morsa della forza della Repubblica romana, ma ricordata per sempre come una grande strategia.