Quando e perché la bandiera bianca ha iniziato ad essere un segnale di resa?

Quando e perché la bandiera bianca ha iniziato ad essere un segnale di resa?
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Da tempo immemore, ricorriamo a specifici simbolismi per trasmettere messaggi al prossimo e la “bandiera bianca” è proprio uno di quelli. In che momento e conflitto della storia quest’immagine ha assunto il significato di “resa”? Persino Stoccolma utilizza il vessillo bianco per arrendersi, nella Casa di Carta.

Già gli storici antichi, sia quelli orientali che romani, hanno notato l'uso delle bandiere bianche per segnalare la resa. Nella porzione asiatica delle terre emerse, era opinione comune che il significato figurativo dell’oggetto sia emerso durante il regno della dinastia Han (25-220 d.C.), ma altre fonti smentiscono queste origini.

Infatti, in un noto testo pubblicato nel 109 d.C., le Storie di Tacito, viene menzionata la bandiera bianca per indicare la resa, contestualizzata agli eventi dell’assedio di Cremona, durante il 69 d.C., noto come anno dei quattro imperatori di Roma. In realtà, in quel tempo, i romani si arrendevano alzando lo scudo sopra la propria testa, per la maggiore.

La spiegazione più plausibile è che la tradizione si sia sviluppata in maniera differente e indipendente in Oriente e Occidente.

Per quanto riguarda la blanda selezione dei colori, probabilmente era solo una questione di convenienza nel mondo antico. I colori artificiali erano ancora lontani secoli, quindi i tessuti bianchi erano sicuramente più comuni e funzionali, dato che si distinguevano meglio dagli sfondi naturalistici in cui avevano luogo i conflitti.

Il simbolismo pacificatore del vessillo bianco è ora sancito dalla Convenzione di Ginevra, sebbene sia raramente menzionato nei codici delle bandiere nazionali. L'Italia è forse l'unico paese le cui linee guida sulla bandiera menzionano specificamente la bandiera bianca come indicazione che una forza combattente vuole chiedere un colloquio o negoziati di resa.

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