Cos'era in realtà il Cavallo di Troia? Ipotesi sulla celebre macchina da guerra

Cos'era in realtà il Cavallo di Troia? Ipotesi sulla celebre macchina da guerra
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Quando parliamo di Cavallo di Troia ci riferiamo alla celebre macchina da guerra con cui, secondo la leggenda, i Greci riuscirono ad espugnare la città di Troia. Nel corso degli anni questo termine è diventato il riferimento per antonomasia a qualsiasi stratagemma con cui è possibile penetrare le difese altrui

Fin dall'antichità sono state formulate tantissime ipotesi su questo oggetto e spesso e volentieri è stata messa in dubbio la natura di questo dono, nonchè la sua reale forma e/o funzione. Ad esempio Pausania, uno storico greco vissuto nel corso del II secolo d.C., dubitava che per davvero i Greci fossero riusciti ad accedere all'interno delle mura di Troia con un simile stratagemma, in quanto il popolo troiano non era poi così sprovveduto.

Plinio il Vecchio, invece, ha ipotizzato che il Cavallo di Troia fosse in realtà un ariete da assedio. Il termine equus, era appunto corrispondente al termine ariete. Questa particolare teoria è sostenuta anche da molteplici studiosi moderni che sottolineano come un semplice oggetto da guerra fosse stato poi trasfigurato nel mito della tradizione orale.

Lo studioso Fritz Schachermeyr, trasferisce su un piano metaforico l'idea del dono acheo, ipotizzando che le mura della città di Troia siano state distrutte da un terremoto come confermerebbero alcuni dati archeologici. Una delle teorie più recenti e forse anche più attendibili proposta da un archeologo navale dell'Università di Aix-en-Provence e Marsiglia, Francesco Tiboni, ipotizza che il Cavallo di Troia non sarebbe altro che una nave, ovvero la nave oneraria fenicia molto diffusa a quei tempi, chiamata Hippos per via della polena conformato a cavallo. Insomma, questo mito sarebbe semplicemente frutto di un errore interpretativo.

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