Recensioni di Tripadvisor "non vere ed autentiche", multata la piattaforma

Recensioni di Tripadvisor 'non vere ed autentiche', multata la piattaforma
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Il Consiglio di Stato ha multato, dopo una battaglia lunga cinque anni, Tripadvisor per un totale di 100 mila Euro in quanto non riuscirebbe a garantire che le recensioni scritte dagli utenti siano "vere ed autentiche". La sanzione è significativamente inferiore rispetto a quella da 500.000 comminata nel 2014 dall'AGCM.

All'epoca dei fatti, il Garante della Concorrenza e Mercato si era focalizzato sulla “diffusione di informazioni ingannevoli sulle fonti delle recensioni” da parte di Tripadvisor, che dal suo canto aveva fatto credere che tutte le recensioni pubblicate fossero frutto di reali esperienze di soggiorno, cosa che come dimostrato dalle associazioni di categoria non corrispondeva al vero. L'anno successivo il Tar aveva annullato la multa in quanto come evidenziato nella sentenza Tripadvisor “non ha mai asserito che tutte le recensioni sono vere, richiamando anzi l'impossibilità di controllo capillare e invitando a considerare le 'tendenze’ delle recensioni e non i singoli apporti".

E quindi veniamo ad oggi, alla giornata del 15 Luglio per la precisione, quando i Giudici del Consiglio di Stato hanno multato per 100.000 la piattaforma a causa dei claim pubblicitari che sarebbero in grado “di influenzare i consumatori sin dal primo contatto ingenerando il falso convincimento dell'affidabilità delle recensioni pubblicate".

Nelle frasi contestate dai magistrati figurano “non importa se preferisci le catene alberghiere o gli hotel di nicchia: su TripAdvisor puoi trovare tante recensioni vere e autentiche, di cui ti puoi fidare”, oppure “TripAdvisor offre consigli di viaggio affidabili, pubblicati da veri viaggiatori“.

Federalberghi in una nota si è detta soddisfatta della decisione, ed ha sottolineato che “conferma la necessità di bonificare un sistema inquinato dalle fake reviews“.

Tripadvisor dal suo canto sottolinea che "milioni di consumatori italiani" hanno fiducia nella piattaforma, e "la sentenza non indebolirà questo aspetto. Il Consiglio di Stato ha confermato che non ci sono prove che TripAdvisor abbia ingannato i consumatori”.

La notizia arriva dopo che lo scorso mese di Settembre era arrivata la prima condanna per recensioni false.

Di seguito lo statement ufficiale della società:

"Milioni di consumatori italiani si fidano di TripAdvisor e a ragione: la loro personale esperienza nell’utilizzo del sito ha dimostrato loro che è utile e accurato. Niente nella sentenza indebolisce questo fatto. Il Consiglio di Stato ha confermato che non ci sono prove che TripAdvisor abbia ingannato i consumatori e non solo non richiede a TripAdvisor di cambiare alcunché sul sito ma l’unica azione richiesta è da parte dell’Antitrust, che deve ora restituire l’80% della multa che ci aveva ingiustamente imposto nel 2014.

Siamo davvero orgogliosi della community che abbiamo costruito negli ultimi 19 anni. Le recensioni e fotografie sincere hanno reso la pianificazione dei viaggi più facile che mai e hanno aiutato milioni di viaggiatori nel mondo a fare i migliori viaggi possibili. Secondo uno studio recente su come gli utenti del sito utilizzano le recensioni*, il 91% degli italiani intervistati ha affermato che le recensioni di TripAdvisor sugli hotel riflettono accuratamente la loro esperienza e il 93% che le recensioni dei ristoranti riflettono accuratamente la loro esperienza.

Non diamo per scontata questa fiducia: investiamo una ingente quantità di risorse e persone per proteggere il sito da recensioni non autentiche e il nostro team è molto efficace nell’individuare i tentativi di frode.

La sentenza dell’anno scorso del Tribunale di Lecce è un chiaro esempio del nostro forte impegno nel combattere le frodi: costituendosi parte civile, TripAdvisor è stato determinante nel procedimento contro un individuo che aveva tentato di scrivere false recensioni, inclusi la condivisione delle prove raccolte dal nostro team interno di investigazione frodi e il supporto legale fornito dai nostri consulenti italiani.

Inoltre, dal 2016 abbiamo intrapreso azioni contro più di 100 società di recensioni a pagamento in tutto il mondo per fermare le loro attività e adottiamo misure severe per penalizzare le strutture sorprese a utilizzare tali servizi per ingannare i consumatori.

Per quanto riguarda l’anonimato delle recensioni, lo permettiamo sul sito perché riteniamo sia importante rispettare il diritto alla privacy dei nostri membri. Come nelle elezioni dove non è richiesto di scrivere il proprio nome sulla scheda di voto, crediamo che dare la possibilità alle persone di condividere in forma anonima le proprie opinioni fornisca un forum più idoneo a ricevere feedback onesti e senza il timore di ritorsioni. L’utilizzo di uno username online è un principio riconosciuto in questo ambito, impiegato da molti social network e noi non facciamo eccezione. Tuttavia, su TripAdvisor i visitatori possono vedere le informazioni di qualunque recensore, come dove è basato, quante recensioni ha scritto, quali luoghi ha visitato, quanti voti utili ha ricevuto dalla nostra community e spesso la foto stessa del recensore".

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