Referendum Lombardia: migliaia di tablet in disuso; Costano ancora oggi alla Regione

di

Vi ricordate l'oramai famoso voto elettronico utilizzato in occasione del referendum in Lombardia? Ebbene, vediamo assieme che fine hanno fatto i tablet.

Il refendum in questione si è tenuto nella giornata dello scorso 22 ottobre 2017, quando la Regione Lombardia aveva deciso di impiegare 24.400 dispositivi di questo tipo per effettuare le operazioni di voto. "È un investimento, non una spesa perché i tablet rimarranno in dotazione alle scuole come strumento didattico" aveva dichiarato il governatore della Regione, Roberto Maroni, al momento della presentazione delle "voting machine", stando a ilFattoQuotidiano.

Stando a VareseNews, però, le scuole avrebbero ricevuto, ad ora, 17.024 dispositivi, con altri 1469 che verranno distribuiti nelle prossime settimane. Ci sono poi circa 1500 tablet già assegnati alla sperimentazione. Ma sono proprio i circa 4000 dispositivi restanti che stanno facendo polemica in queste ore. Infatti, stando a Fanpage, la Regione garantirà ad Arexpo circa 21.000 euro per custodirli per i prossimi 24 mesi, che si vanno ad aggiungere ai circa 50 milioni spesi in precedenza. Inoltre, Fabio Pizzul, capogruppo del PD in Consiglio Regionale, ha fatto sapere, tramite il suo blog, che Arexpo avrebbe chiesto alla Regione una polizza con un massimale non inferiore ai 2 milioni e mezzo di euro.

Insomma, si è trattato di un referendum che ha incontrato diverse problematiche, dal flop del voto elettronico alle falle di sicurezza dei sistemi utilizzati passando per quest'ultima collocazione dei tablet.

FONTE: Repubblica
Quanto è interessante?
8
Referendum Lombardia: migliaia di tablet in disuso; Costano ancora oggi alla Regione