Il Regno Unito vuole vietare i "like" sui social network a TUTTI i minorenni

Il Regno Unito vuole vietare i 'like' sui social network a TUTTI i minorenni
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Hai meno di diciotto anni? Non puoi più mettere like su Instagram, Snapchat (dove ci sono gli Streak) e Facebook. È questa la proposta a cui sta pensando in queste ore l'Authority del Regno Unito. La misura draconiana vuole proteggere i minori dalla profilazione di massa delle aziende del tech.

Sull'effetto dei like sulla psiche si è discusso a lungo, per molti psicologhi ed esperti sarebbe uno dei principali fattori genera dipendenza dei social. In questo caso sotto il mirino dei regolatori del Regno Unito finisce un altro aspetto dei Mi Piace (o, più in generale, delle reazioni), il fatto che ad ogni like le aziende imparano qualcosina in più su di noi, finendo per avere un'enorme mole di dati sulle nostre preferenze.

Così in UK si pensa che una valida soluzione potrebbe essere non tanto quella di escludere i minorenni dai social network come Facebook e Instagram (quest'ultimo ormai più popolare del primo per la Gen Z), ma semplicemente togliere alle aziende un'importante arma di profilazione.

Oggi nella maggior parte del mondo i minori di 14 anni non possono già iscriversi alla maggior parte dei social network. Lo sanno bene gli utenti che furono persuasi a mettere 2007 come anno di nascita su Twitter, venendo insta-bannati.

Se questa misura fosse tradotta in legge, i minorenni del Regno Unito si troverebbero davanti ad un'esperienza social molto diversa da quella che potrebbero sperimentare i loro coetanei del resto del mondo.

In Europa e nel mondo si sta creando una vera e propria rete a "cortina di ferro", ogni Stato inizia ad avere le sue regole. Lo stesso sito inizia ad essere molto diverso a seconda che a visitarlo sia un americano o un europeo. In alcuni casi i cittadini non hanno nemmeno più accesso al web aperto, ma devono passare per i filtri dei server di Stato — non solo il caso del "Grande Firewall" cinese o del caso ben più emblematico del Nord Corea, ma ora pure la Russia va in questa direzione. Poi le regole sul GDPR, a cui molti siti americani hanno scelto di non aderire, impedendo definitivamente agli europei di poterli visitare. Su questo tema vale la pena leggere l'ampio approfondimento de Il Tascabile firmato da Andrea Signorelli.

FONTE: Repubblica
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