Rendere i voli spaziali più ecologici? Delle startup inglesi ci provano con biocarburanti

Rendere i voli spaziali più ecologici? Delle startup inglesi ci provano con biocarburanti
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Un dilemma piuttosto diffuso riguardo ai lanci spaziali è che spesso producono una consistente quantità di prodotti di scarto, spesso nocivi o inquinanti. Sebbene il loro impatto sia minimo se raffrontato all'inquinamento di altre fonti, il turismo spaziale e l'esplorazione privata potrebbero rappresentare un problema in futuro.

Come vi abbiamo riportato in una recente notizia, il 99% degli studi afferma che il cambiamento climatico è colpa dell'Uomo. Questo impatto così incisivo della popolazione umana sul clima avrà sicuramente molte ripercussioni tangibili in futuro (ma gli effetti concreti si possono apprezzare abbondantemente già ora), ed è proprio per questo che molte società e privati si stanno organizzando per abbandonare il mondo dei combustili "inquinanti" e fare spazio a fonti di energia più pulita.

Tra le tante fonti di inquinamento, molti vedono un'elevato grado di colpevolezza soprattutto nei lanci spaziali: brevi, poco utili e incredibilmente nocivi per l'ecosistema. Come potrete immaginare, non è esattamente vero, dal momento che le missioni spaziali sono tutt'altro che inutili (probabilmente senza di esse non potremmo nemmeno scrivere/leggere queste parole). C'è però da ammettere che i voli nello Spazio, soprattutto se consideriamo quelli del passato, avevano un alto grado di inquinamento.

Ad oggi molte società hanno provato a limitare l'impatto di tali combustili sull'ambiente, e già da diversi anni alcune aziende come SpaceX e Blue Origin (a breve) utilizzano motori con propellenti meno inquinanti. Gli sforzi sono legittimi, ma si può sempre migliorare. La paura più concreta è che l'aumento dei tassi di viaggi aerospaziali - tra turismo e missioni private - possa incidere sensibilmente sull'inquinamento globale che stiamo cercando di arginare.

A tale proposito alcune startup aerospaziali britanniche, la Skyora e la Orbex, hanno deciso di iniziare il loro sviluppo aerospaziale dai biocarburanti (combustibili ottenuti in modo indiretto dalle biomasse). Tra le varie soluzioni, una delle più apprezzate è quella dell'uso del "biopropano", il quale - in alcuni test - ha dimostrato di essere meno inquinante dell'86% rispetto ai classici motori RP-1 (anche detti al super kerosene, tipici del Falcon 9 di SpaceX o del razzo Soyuz).

La Skyora inoltre, sta lavorando ad un suo particolare tipo di combustibile chiamato "ecosene": sebbene non sia molto più pulito rispetto alla media (solo del 3% in meno), il suo costo è incredibilmente esiguo, dal momento che viene prodotto mediante il riciclo della plastica comune. A tal proposito il portavoce della società ha detto: "È incredibile, spesso ci pagano per raccogliere montagne di plastica e noi la adoperiamo per usarla come combustibile. A conti fatti, la materia prima che usiamo ha un valore negativo".

I primi prototipi di razzi di queste società potrebbero volare entro la fine del 2022, e si spera possano portare innovazioni importanti nel mondo aerospaziale, soprattutto per quanto riguarda il futuro del nostro pianeta.

FONTE: Space.com
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