I resti di un'antica città dell'età del ferro raccontano di un efferato massacro

I resti di un'antica città dell'età del ferro raccontano di un efferato massacro
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Una antica città dell’età del ferro testimonia, con i suoi resti, la storia di un efferato attacco che ha lasciato numerosi morti tra le sue strade, un attacco dal quale la città non si è più ripresa.

Ci troviamo nei Paesi Baschi, a Nord della Spagna, dove gli archeologi hanno scoperto, nel lontano 1935, un’antica città risalente all'età del ferro. E’ stata chiamata La Hoya e solo il 15% di questo antico insediamento è stato portato alla luce. Da ciò che è emerso dagli scavi la cittadina è stata fondata nel XV secolo a. C. e tra il 350 e il 200 a.C. è stata attaccata ed i suoi abitanti massacrati. I risultati della ricerca, svolta dagli archeologi dell’Università di Oxford e pubblicata sulla rivista Antiquity, raccontano di un massacro che si è avuto tra le strade di La Hoya, un massacro dal quale, probabilmente, l’insediamento non si più risollevato. Gli scienziati hanno infatti analizzato gli scheletri di 13 vittime, abitanti della cittadina, brutalmente uccisi.

I resti comprendevano sia uomini che donne, di varie età, tra cui adolescenti e persino infanti e presentavano i segni di vari, violenti, traumi: alcune vittime erano state decapitate, altre presentavano amputazioni e ferite inferte con estrema forza e grande violenza. Gli scheletri sono stati trovati per le strade della città mentre altri all'interno di abitazioni date alle fiamme. Molte delle ferite che sono state analizzate sugli scheletri sono state inferte alle spalle, probabilmente mentre gli abitanti stavano fuggendo dai loro aggressori. Ma chi erano questi efferati aggressori e per quale motivo uccidevano indiscriminatamente?

Non si hanno certezze su chi fossero questi assassini ma gli esperti pensano ad una popolazione vicina con la quale forse la città era in guerra. Quello che si può desumere dallo studio dei resti è che l’attacco fu sferrato a sorpresa e senza preavviso. Tra le strade sono state trovati attrezzi, animali e cereali, segno che i nemici hanno semplicemente ucciso gli abitanti, senza razziare, senza derubare i beni della città. Le vittime, al termine dell’attacco, non sono state seppellite e alcuni scheletri avevano ancora indosso dei gioielli. Questi due particolari fanno pensare che i superstiti non sono tornati al villaggio per inumare i loro morti o per riprendersi le ricchezze lasciate per le strade.

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