Il resveratrolo, un composto del vino e dell'uva, sembra essere essenziale per Marte

Il resveratrolo, un composto del vino e dell'uva, sembra essere essenziale per Marte
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Per raggiungere Marte ci vogliono circa 9 mesi di viaggio dalla Terra. Mentre la ricerca spaziale continua spedita, i ricercatori si chiedono come riuscire a preservare le condizioni degli astronauti nello spazio.

Uno studio pubblicato recentemente su Frontiers in Physiology, effettuato da alcuni ricercatori di Harvard, ha mostrato che il resveratrolo, un composto che si trova nella buccia dell'acino d'uva, e quindi anche nel vino, è riuscito a preservare la massa muscolare e la forza in alcuni topi esposti ad una gravità marziana simulata.

Nello spazio i muscoli e le ossa si indeboliscono. A soffrire particolarmente dell'assenza di gravità sono i muscoli che trasportano il peso, come il muscolo soleo del polpaccio. "Dopo sole 3 settimane nello spazio, il muscolo soleo umano si riduce di un terzo", afferma la dottoressa Marie Mortreux, autrice principale dello studio.

"Le strategie alimentari potrebbero essere la chiave", afferma Mortreux. "Il resveratrolo ha dimostrato di preservare ossa e massa muscolare nei ratti durante lo scarico completo, analogo alla microgravità durante il volo spaziale."

Prendendo in esame 24 topi, esposti al carico normale della Terra o a quello di Marte (il 40% di quello della Terra), a metà di loro è stata data acqua con resveratrolo ogni giorno (150 mg), mentre all'altra metà solo acqua (il cibo era uguale per tutti).

Come previsto, la condizione "Marte" (nei topi a cui non è stato dato il resveratolo) ha indebolito la presa dei ratti, ha ridotto la circonferenza del polpaccio, il peso muscolare e il contenuto di fibra a contrazione lenta.

I topi a cui è stato dato il supplemento di resveratrolo hanno invece preservato la forza della presa delle zampe posteriori e anteriori, allo stesso livello dei topi della Terra. Inoltre, il resveratrolo ha protetto completamente la massa muscolare del soleo e del gastrocnemio, riducendo la perdita di fibre muscolari a contrazione lenta.

Servono ulteriori studi per esplorare i meccanismi coinvolti, e anche testare differenti dosi. C'è ancora tempo, visto che il viaggio per Marte sembra essere previsto, almeno teoricamente, per i primi anni del 2030.

FONTE: phys.org
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