Rete unica banda ultralarga, dubbi su TIM: Colao punta su CDP per cablare l'Italia

Rete unica banda ultralarga, dubbi su TIM: Colao punta su CDP per cablare l'Italia
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Il Governo Draghi si appresta a varare alcune modifiche al piano per la realizzazione della rete unica. L'audizione tenuta ieri mattina in Parlamento dal ministro Vittorio Colao ha infatti aperto vari spunti di discussione sul futuro del progetto, in particolare sul controllo in mano a TIM.

Colao infatti ha subito candidato Cassa Depositi e Prestiti dello Stato per cablare il paese, in modo tale da consentire al Governo di avere il controllo dell'infrastruttura che viene definita "fondamentale" e "strategica" anche in vista Reccovery Plan.

Mercoledì scorso il Ministro dello Sviuppo Economico, Giancarlo Giorgetti, aveva escluso che il Governo possa ricostruire un monopolio privato della rete, soprattutto se si tiene conto che la governance di TIM è in mano ad azionisti stranieri. Lo stesso Giorgetti, inoltre, ha evidenziato che il collo di bottiglia dello sviluppo della rete di telecomunicazioni è proprio da individuare nella privatizzazione di Telecom, ecco perchè tutto lascia presagire che più fronti all'interno del Governo nutrono qualche perplessità su TIM.

Repubblica sottolinea che anche altri partiti, come Fratelli D'Italia, il Movimento 5 Stelle ed alcuni esponenti del PD starebbero spingendo per la nazionalizzazione della rete, ed anche Forza Italia potrebbe essere ostile a Vivendi, che è da mesi in scontro con la famiglia del leader Berlusconi.

Sullo sfondo c'è Open Fiber, che è controllata per il 50% da Cassa Depositi e Prestiti dello Stato e che ha vinto la gara per la copertura con l'FTTH delle aree bianche del nostro paese. Tuttavia, la società ha coperto solo 3 milioni di abitazioni.

Colao ha posto come obiettivo la copertura di tutta l'Italia in fibra entro il 2026, ma l'obiettivo deve passare anche attraverso qualche semplificazione normativa.

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