Ricercatori creano l'"invisibilità" usando la realtà virtuale

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Con i recenti progressi nella tecnologia di occultamento, un giorno potrebbe essere davvero possibile divenire invisibili. Proprio perché l’avvento di tali tecnologie è sempre più verosimile, i ricercatori hanno deciso di indagare su come l’invisibilità potrebbe cambiare il modo di agire e di pensare delle persone. Gli scienziati hanno utilizzato la realtà virtuale per creare un’illusione molto elaborata.

Ogni partecipante aveva addosso un paio di occhiali per la realtà virtuale e guardava i propri piedi. Il trucco consisteva nel visualizzare sugli occhiali l’immagine ripresa da un secondo dispositivo, montato alla stessa altezza del primo, che riprendeva il pavimento vuoto. Successivamente uno dei ricercatori avrebbero poi toccato la pancia del volontario con un pennello, mentre faceva lo stesso nel vuoto ripreso dalla seconda camera. La persona quindi avvertiva la presenza dell'oggetto sulla pelle, ma non vedeva il proprio corpo. In un altro studio è stato utilizzato addirittura un coltello al posto del pennello. I volontari hanno registrato una risposta alla presenza del pericolo: aumento dello stress, della sudorazione e una frequenza cardiaca elevata. Questo suggerisce che l'illusione ha sicuramente funzionato, e il cervello dei partecipanti credeva effettivamente che il corpo fosse invisibile. Qualcosa di diverso è accaduto in un altro esperimento effettuato. Questa volta, quando il volontario guardava i propri piedi visibili o invisibili, improvvisamente appariva una folla di persone che lo fissava: un momento sicuramente sorprendente e particolarmente stressante. Si è notato che le persone che si credevano "invisibili" hanno avuto frequenze cardiache più basse, in risposta alla folla ostile, rispetto alle altre. Lo studio ha una conclusione abbastanza evidente: le persone sperimentano meno ansia sociale di fronte ad una folla, se pensano di essere invisibili. Lo studio suggerisce che è sorprendentemente facile “fregare” il nostro cervello e fargli credere che il nostro corpo è sparito. I ricercatori pensano che queste ricerche potrebbero essere utilizzate per sviluppare trattamenti per curare le persone con ansia sociale. Si potrebbe anche fornire un quadro più chiaro sul motivo per cui alcuni amputati sentono dolore fantasma all’arto mancante, o anche creare protesi che vengano davvero ritenute dal cervello parti effettive del corpo. Insomma, quello che poteva sembrare un gioco stupido, in realtà potrebbe davvero aiutare moltissime persone in futuro.

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