Ecco cosa si cela dentro due mummie egizie trovate nel 1615

Ecco cosa si cela dentro due mummie egizie trovate nel 1615
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La rivista PLOS One ha recentemente pubblicato uno studio che rivela, dopo secoli dal ritrovamento, avvenuto nel 1615, cosa vi si trovi all'interno di due mummie risalenti all'antica necropoli di Saqqara.

I corpi, contrariamente a tutte le altre tombe trovate nel sito, sono ricoperti da un sudario di lino e posti tra delle assi di legno. Esteriormente vi sono presenti i ritratti dei loro volti di quando ancora erano in vita (una cosa non strana nell'antico Egitto). Quello che, però, ha incuriosito i ricercatori è stato l'interno.

Grazie alla tomografia computerizzata, una particolare tecnica di indagine radiodiagnostica, sono stati individuati sia nelle due mummie scoperte 400 anni fa (una di un uomo e una di una donna) sia in una terza, appartenuta probabilmente ad una ragazza adolescente, dei particolari interessanti.

Per esempio, tutte e tre le mummie risalivano tra il 30 a.C. e il 395 d.C., un periodo, nella storia dell'Egitto, caratterizzato dalla dominazione romana e tutti gli eventi leggendari che ne hanno tratteggiato il corso degli eventi. Inoltre, i ricercatori hanno potuto fare delle stime di quando queste tre persone morirono:

  • Tra i 30 e 40 anni la donna
  • Tra i 25 e 30 anni l'uomo
  • Tra i 17 e 19 anni la ragazza

Stephanie Zesch, antropologa ed egittologa tedesca, ha specificato nello studio: "E' probabile che a nessuna di queste mummie siano stato rimossi il cervello e gli organi interni. Siamo sicuri che i loro corpi si siano preservati e siano riusciti a sopravvivere fino ad oggi grazie ad una semplice tecnica di disidratazione, dove si utilizzava il natron (un particolare tipo sale)".

Quest'ipotesi è stata confermata dall'analisi del corpo della giovane adolescente. In esso, infatti, sono stati trovati residui dei suoi organi, oltre alle tracce di un tumore benigno sulla spina dorsale (angioma vertebrale). Invece, nelle mummie dei due adulti probabilmente vi sono solo le ossa perché il resto non è riuscito a preservarsi fino ad oggi.

Un altro elemento che ha potuto rivelare dettagli sulla vita di questi individui è stata la presenza di numerosi gioielli, come collane nelle mummie delle due donne, e monete d'oro - indice dell'appartenenza agli alti ranghi della società.

La peculiarità di due di queste mummie (quelle dei due adulti), però, è il loro viaggio nel corso della storia. Nel 1615, infatti, vennero scoperte da Pietro della Valle (1586-1652), un compositore italiano che, con l'obiettivo di fare un pellegrinaggio verso la Terra Santa, decise di fermarsi e visitare l'Egitto.

Fu proprio nella celebre necropoli di Saqqara che trovò questi due corpi e, considerandolo un miracolo, decise di riportarli a Roma. Lo studio afferma che questa scoperta "ha portato a conoscere per la prima volta nella storia europea dei ritratti appartenenti a delle mummie".

Questi due corpi sono passati nella mani dei più disparati proprietari, fino ad arrivare in Germania ed essere analizzati, per la prima volta, nel 1980 con i raggi-X.

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