Ricreati artificialmente i profumi di due fiori estinti secoli fa

Ricreati artificialmente i profumi di due fiori estinti secoli fa
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Un team che include non solo uno scienziato, ma anche un "artista dell'olfatto" e un designer, è riuscito a ricreare artificialmente l'odore di due fiori estinti oltre un secolo fa. L'odore delle piante è custodito all'interno del loro DNA, basta decifrarlo.

I fiori in questione sono l'Hibiscadelphus wilderianus (stessa macro-famiglia del cotone e del cacao), andato perso per colpa dell'agricoltura coloniale nell'isola di Maui; e l'Orbexilum stipulatum che era chiamato "il pisello delle cascate dell'Ohio", e andò perso per sempre dopo le opere di canalizzazione nello Stato — è dal 1881 che non se ne vede più un solo esemplare.

Sottrarli al loro fato purtroppo non è stato possibile, e per il momento rimane un'ipotesi fantascientifica, tuttavia un team della Ginko Bioworks è riuscito a recuperare i loro esatti odori, ricreandoli artificialmente. Un ruolo importante lo ha avuto anche il laboratorio di paleogenomia della UC Santa Cruz, che è guidato da Beth Shapiro, l'autore del best-seller How to Clone a Mammoth.

Il segreto della loro opera di risurrezione olfattiva va ricercato nello stesso DNA di queste piante: le molecole che formano l'odore sono prodotte da alcuni enzimi contenuti nelle cellule delle piante —spiega Popular Mechanics— e questi enzimi sono ovviamente custoditi all'interno del genoma.

Alcuni esemplari essiccati della pianta sono stati forniti dagli archivi di Harvard.

La possibilità di ricostruire e decrittare quest'ultimo ha quindi permesso di ottenere la formula dietro all'esatto odore di queste due piante scomparse dalla faccia della terra quasi duecento anni fa. A quel punto "il processo non è dissimile da quello di produzione della birra", sintetizza con una punta di sarcasmo il direttore creativo della Ginko Bioworks.

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