Riportare lo splendore originario di Notre-Dame diventa giorno dopo giorno più difficile

Riportare lo splendore originario di Notre-Dame diventa giorno dopo giorno più difficile
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Nessuno potrà toglierci dagli occhi quelle immagini che, nel 2019, coprirono le prime pagine di tutti i giornali: Notre Dame aveva preso fuoco. Fu in quel preciso istante che l'inferno iniziò per i restauratori che, in questo momento, si trovano in una situazione molto difficile dove diventa sempre più arduo riportare all'originale la cattedrale.

La questione riguardo la ricostruzione di uno degli edifici sacri più importanti della Francia è riemersa in seguito alla pubblicazione di uno speciale del programma di divulgazione scientifica "NOVA".

Il documentario ha creato per gli spettatori un contesto storico generale, per aiutare a comprendere meglio perché sia difficile restituire alla vita precedente certi elementi presenti nella cattedrale prima di quel fatidico 15 aprile del 2019.

Il fulcro di quello che sarà "Notre-Dame de Paris", il celebre romanzo di Victor Hugo, venne costruito nel Medioevo, intorno al 1163 e il 1345. Tuttavia, vi erano presenti anche strutture moderne, come la guglia - costruita intorno al XIX secolo in un tentativo di restauro.

In una sorta di "prima e dopo", i ricercatori che hanno partecipato alla creazione dello speciale televisivo hanno mostrato i danni trovati dopo che le fiamme vennero spente.

Uno degli elementi che risalta di più in questo frammento è proprio il piombo che, da polvere a blocchi solidificati, ha ricoperto gran parte dell'edificio, rendendo complesso iniziare la fase di pulizia del luogo. Se siete interessati ad approfondire questa questione, potrete trovare maggiori dettagli qui.

Inoltre, subito dopo l'incendio, gli esperti sono rimasti per mesi col fiato sospeso, perché non si conosceva la portata dei danni e non si sapeva se l'intera cattedrale fosse rimasta eretta.

Per prevenire uno scenario del genere, sono stati costruiti dei supporti specifici con delle travi di legno che potessero circondare l'intero contrafforte della cattedrale e delle particolari sirene che possono avvertire, da un momento all'altro, gli operai in caso vi dovesse essere un cedimento improvviso (uno scenario ancora da non scartare).

Un'altra difficoltà che si è presentata davanti a coloro che, in questo momento, stanno cercando di salvare un simbolo della cultura europea è: capire come l'edificio venne costruito.

Sono stati coinvolti, per occuparsi di questo aspetto, sia storici e archivisti sia geologi specializzati. Per esempio, quest'ultimi hanno avuto il compito di analizzare i microfossili presenti sulla pietra del soffitto a volta, per capire dove gli antichi architetti medievali abbiano recuperato i materiali per costruirla.

Si è scoperto che questi derivassero da zone sotterranee alla città di Parigi. Quindi, svariati esperti sono dovuti scendere sottoterra, fino a giungere nelle catacombe, per recuperare il necessario.

E' stato persino analizzato il legno del tetto principale, scoprendo che nel Medioevo vennero utilizzati circa 1300 tronchi di quercia solo per costruire quella sezione dell'edificio. Questo fattore non stupisce più di tanto, considerando che, dopo l'Anno Mille, il disboscamento delle foreste divenne una prassi comune.

A causa dell'emergenza sanitaria scoppiata a marzo del 2020, le operazioni di restauro sono state bloccate fino a giugno. Questo ritardo non ha inciso più di tanto in questa situazione già difficile di per sé, ma nel documentario viene nuovamente specificato che nessuno sa quando Notre-Dame potrà tornare al suo splendore originario. Potrebbero volerci decenni e non conosciamo ancora i problemi che sorgeranno nei prossimi anni.

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