Il riscaldamento globale potrebbe causare in futuro un "apartheid climatico"

Il riscaldamento globale potrebbe causare in futuro un 'apartheid climatico'
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Se il riscaldamento globale continua in modo inesorabile, vaste aree della Terra diventeranno, molto probabilmente, più dure e molto meno ospitali per l'umanità.

Secondo un nuovo rapporto, pubblicato martedì dal Consiglio delle Nazioni Unite, se questo dovesse accadere, si creerà una frattura ancora più grande tra i ricchi e i poveri, dato che molte persone non potranno sfuggire ai peggiori effetti della crisi climatica.

Questo è quello che è stato descritto come "apartheid climatico". Il rapporto prevede che 120 milioni di persone saranno spinte verso la povertà entro il 2030 dal cambiamento climatico. Mentre molti altri vivranno in condizioni di salute molto esigue.

I più ricchi potranno infatti proteggersi dal riscaldamento del pianeta (spostandosi in zone più fredde, meno colpite e con condizioni migliori) mentre il resto della popolazione più povera non potrà fare assolutamente nulla.

La cosa sorprendente del rapporto è che 3.5 miliardi di persone del mondo sono responsabili del 10% delle emissioni mondiali di gas serra, mentre il 10% più ricco della popolazione mondiale è responsabile per la metà di queste emissioni.

"Perversamente, i più ricchi, che hanno la maggiore capacità di adattarsi, sono responsabili e hanno beneficiato della grande maggioranza delle emissioni di gas serra, saranno nella posizione migliore per far fronte ai cambiamenti climatici", scrive Philip Alston, funzionario alle Nazioni Unite per la povertà e i diritti umani, "mentre i più poveri, che hanno contribuito meno alle emissioni e hanno la minima capacità di reagire, saranno i più danneggiati".

Sempre secondo il rapporto di Alston (che è possibile leggere da qui), nel 2050 oltre 140 milioni di persone potranno essere senza un'abitazione, e saranno colpiti maggiormente gli abitanti delle zone dell'Africa e dell'Asia.