Sono stati "risvegliati" con successo dei microbi vecchi 100 milioni di anni

Sono stati 'risvegliati' con successo dei microbi vecchi 100 milioni di anni
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Dopo un lungo sonno di oltre 100 milioni di anni, gli scienziati hanno risvegliato con successo minuscoli microbi intrappolati in una zona - apparentemente - senza vita situata sul fondo del mare. L'obiettivo dello studio? Cercare di vedere se la vita microscopica riesce a sopravvivere anche in condizioni tutt'altro che ospitali.

"Volevamo sapere per quanto tempo i microbi potrebbero sostenere la loro vita in una quasi assenza di cibo", afferma il microbiologo Yuki Morono, a guida dello studio pubblicato su Nature Communications, del Japan Agency for Marine-Earth Science and Technology. La risposta non si è di certo fatta attendere: i microbi erano stati intrappolati nei sedimenti dei fondali marini 100 milioni di anni e sono stati rianimati con del "cibo" (carbonio e azoto) e un po' di ossigeno.

In queste zone la pressione è schiacciante, l'ossigeno a disposizione è pochissimo, esistono pochi nutrienti essenziali e scarse risorse energetiche. "Sapevamo che c'era della vita nei profondi sedimenti vicino ai continenti dove c'è molta materia organica sepolta", afferma il geomicrobiologo Steven D'Hondt dell'Università del Rhode Island. Il terreno in cui sono stati intrappolati i microbi è stato prelevato da una spedizione del 2010 nel South Pacific Gyre.

In questa spedizione sono stati estratti nuclei di sedimenti fino a 75 metri sotto il fondo del mare, che poggia quasi 6 chilometri sotto la superficie dell'oceano. Anche nei sedimenti più antichi campionati, i ricercatori sono stati in grado di far rivivere fino al 99% della comunità microbica originale. I ricercatori hanno riferito che i suoli dei fondali marini erano dominati da batteri. Alcuni di questi microbi, inoltre, dopo essere stati nutriti hanno aumentato per 10.000 volte i loro numero consumando il cibo disponibile per 68 giorni.

"Nei sedimenti più antichi che abbiamo perforato, con la minima quantità di cibo, ci sono ancora organismi viventi e possono svegliarsi, crescere e moltiplicarsi", conclude infine D'Hondt. Insomma, una prova della tenacia di questi organismi che riescono a sopravvivere in questi (e altri) luoghi ancora più estremi.

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