Lo scioccante ritratto che nasconde, in realtà, la mummia di una bambina

Lo scioccante ritratto che nasconde, in realtà, la mummia di una bambina
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Non era insolito per gli egizi decorare le mummie con ritratti dei loro volti. Tuttavia, spesso ciò che si presenta ai nostri occhi potrebbe non essere quello che si cela dentro. Sottoponendo ad una tomografia computerizzata il sarcofago di una presunta donna, i ricercatori sono rimasti sorpresi nello scoprire che fosse, in realtà, una bambina.

L'identificazione, resa nota nella rivista scientifica "Journal of Royal Society Interface", ha portato alla luce una storia che nessuno poteva immaginarsi.

Tutto è iniziato alla Feinberg School of Medicine nella Northwestern University di Chicago. Un team di studiosi, capitanati da Stuart Stock, professore di biologia dello sviluppo, ha voluto sottoporre a questa nuova tecnica di indagine radiodiagnostica la cosiddetta "Mummia ritratta n.4, di Hawara" (nome della località egiziana dov'è stata trovata).

Riportata alla luce tra il 1910 e il 1911, è probabile che la persona all'interno di quelle fasce di lino e assi di legno sia morta intorno al periodo in cui l'Egitto divenne una provincia romana - venendo definito il cosiddetto "granaio di Roma".

Questa supposizione nasce proprio dalla raffigurazione presente sulla copertura. Durante il dominio romano, infatti, i corpi imbalsamati cominciarono ad essere sepolti in "sarcofagi" più semplici, diventando molto simili a quello che gli scienziati hanno analizzato recentemente.

Con queste informazioni, Stuart Stock ha deciso di guidare il suo gruppo per conoscere meglio la storia della mummia nascosta dietro questo antico blocco decorato. Per far ciò ha deciso di utilizzare la tomografia computerizzata, che permette di riprodurre svariate immagini in sezione e tridimensionali degli elementi anatomici ancora non del tutto decomposti.

Osservando il ritratto, tutti erano convinti di trovare i resti di una donna adulta...e invece non è stato così. I raggi-X hanno rivelato il corpo di una bambina così piccola da non avere nemmeno la dentatura permanente.

Non è sicuramente il primo caso in cui viene ritrovato un bambino egizio imbalsamato, però la scoperta ha lo stesso sorpreso molto i ricercatori.

Legata a dei chiodi, aggiunti probabilmente successivamente alla morte per tenerla bloccata all'interno della struttura, gli studiosi hanno dedotto, osservando sia i suoi denti da latte sia il suo femore, che avesse cinque anni circa al momento della morte.

Mentre si cercavano segni di un qualsiasi trauma che potesse aver causato il decesso, la radiografia ha rilevato la presenza di un piccolo oggetto ellittico sull'addome composto da calcite. Si è ipotizzato che questo sia un piccolo amuleto usato quando i corpi venivano danneggiati durante la mummificazione.

Stock ha spiegato nello studio:" I sacerdoti erano soliti porre un ciondolo, spesso a forma di scarabeo, per proteggere il corpo danneggiato della persona nel passaggio verso l'aldilà. Questo oggetto ha sia la posizione che la grandezza giusta per essere un amuleto protettivo".

Rimane insoluto, però, il motivo per cui questa bambina sia morta. Risulta impossibile aprire momentaneamente la mummia, quindi, per quanto la scoperta sia importante a livello accademico, non si può ancora definire del tutto la sua storia.

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