Ritrovato squalo di 290 milioni di anni: aveva la bocca piena di "petali della morte"

Ritrovato squalo di 290 milioni di anni: aveva la bocca piena di 'petali della morte'
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Gli squali sono uno degli ordini più eterogenei del regno animale. Possono raggiungere dimensioni notevoli, esemplificate dagli impressionanti Megalodonti. Ma non si tratta dell’unico antico squalo ritrovato. Un team di ricerca ha scoperto i resti di uno squalo risalente a 290 milioni di anni fa, i cui denti hanno la forma di un petalo.

La specie, chiamata Petalodus Ohioenesis, appartiene al genere Petalodus, noto da tempo per la forma peculiare dei suoi denti. I resti dentali dell’esemplare, ritrovati nella regione dello Shanxi nella Cina del nord, sono assimilabili alle dimensioni di quelli di uno squalo bianco (predatore capace di salti maestosi).

Dalle analisi dei reperti, i ricercatori dell'istituto di paleontologia e paleoantropologia dei vertebrati dell’accademia cinese di scienze, guidati da Gai Zhukun, hanno stimato le dimensioni dello squalo preistorico ad una lunghezza che va dai 3 ai 5 metri.

Gli studiosi hanno identificato una serie di caratteristiche peculiari di questa antica specie. La più inusuale è la forma dei denti stessi, che somigliano a dei petali, con la parte sommitale della corona dalla sottile conformazione a forma di pala e una radice inferiore simile a una lingua. La porzione superiore risulta molto affilata, con svariate scanalature, che hanno permesso agli studiosi di ipotizzare gli effetti del morso devastante di questo predatore, capace di lacerare i tessuti molli delle prede con una notevole facilità.

Inoltre, la forma dei denti non consentiva alla preda di fuggire dalla presa, a causa dell’attrito generato dalle scanalature, una volta che i denti penetravano nella carne. Ciò permette di annoverare la specie tra quelle che adoperavano la predazione attiva, conferendole lo status di uno dei maggiori predatori marini del paleozoico (i cui discendenti hanno un'importanza vitale negli ecosistemi marini odierni).

I resti del genere Petalodus erano stati ritrovati in Europa e Nord america. La sua scoperta nella città di Yangquan è coerente con l'antica natura del luogo che, 200 milioni di anni fa, era costituito da una zona costiera con acque poco profonde, favorevole alle abitudini di vita del predatore.

"La dispersione riuscita di Petalodus da Laurusia al blocco della Cina settentrionale, lungo l'Oceano Paleo-Tetide, ha indicato che Petalodus potrebbe già aver avuto la capacità di migrare attraverso l'oceano, e potrebbe essere un predatore con una forte capacità di nuoto" ha concluso Gai.

FONTE: Phys
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