Riusciremo prima o poi a decifrare il linguaggio delle balene?

Riusciremo prima o poi a decifrare il linguaggio delle balene?
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Potrebbe non sembrare, ma i capidogli (gli unici a produrre la preziosissima ambra grigia) sono gli animali più rumorosi del pianeta. Queste balene, infatti, producono una serie di suoni che utilizzano per comunicare anche a centinaia di chilometri di distanza... formando un vero e proprio linguaggio. Gli umani riusciranno mai a capirlo?

Siamo molto bravi a decifrare i linguaggi e forse anche quello di questi colossali animali un giorno non avrà più segreti. Tuttavia, prima di fare ciò, si devono analizzare un numero incredibilmente grande di conversazioni tra questi animali.

"La complessità e la durata delle vocalizzazioni delle balene suggeriscono che - almeno in linea di principio - sono in grado di esibire una grammatica più complessa rispetto ad altri animali non umani", secondo quanto riporta un documento dell'aprile 2021 sui capodogli pubblicato sul server di prestampa arXiv.org.

Il documento in questione proviene da un progetto noto come CETI (Cetacean Translation Initiative) che ha proprio intenzione di riuscire a decifrare la comunicazione dei capodogli. Perché scegliere di studiare il linguaggio di queste creature e non di altre? Semplicemente perché il metodo di comunicazione dei capodogli ha una struttura simile a un codice Morse, che l'intelligenza artificiale (AI) potrebbe analizzare più facilmente.

Il progetto CETI ha attualmente registrazioni di circa 100.000 "conversazioni" di capodogli, raccolte nel corso di molti anni. Gli algoritmi di apprendimento automatico, dal canto loro, potrebbero aver bisogno di circa 4 miliardi di registrazioni. Siamo, quindi, ancora all'inizio. Oltretutto non è per niente certo che gli esperti riescano a decifrare il loro linguaggio, ma sicuramente si tratta di un'impresa davvero incredibile.

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