Il primo robot umanoide volante al mondo è italiano: salverà vite nei disastri naturali

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La robotica ha raggiunto uno stadio sufficientemente avanzato da convincere i ricercatori a testare i propri robot nel mondo reale. Tuttavia, i problemi di questo grande passo sono due: il primo è quello dei rapporti sociali tra robot e umani, mentre il secondo è quello relativo a come far adattare i robot alle architetture umane.

Il particolare, il sistema infrastrutturale del mondo reale può rendere molto complesso per un robot muoversi da un punto A a un punto B, perché ciò potrebbe richiedere operazioni banali per un essere umano ma certamente non scontate per un automa, come per esempio prendere le scale o camminare su piani inclinati o sconnessi.

Diverse sono le soluzioni pensate per questo problema: l'azienda Caltech ha ideato LEONARDO, un robot dotato di gambe multiarticolari e di propulsori ad elica, mentre Boston Dynamics ha inventato un robot "parkourer" in grado di effettuare salti complessi tra un'architettura e l'altra.

Daniele Pucci, Direttore del Laboratorio di Intelligenza Artificiale e Meccanica dell'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, invece, ha deciso di inserire un jetpack sul retro di un robot noto come iRonCub, anch'esso sviluppato presso l'IIT e pensato appositamente per il volo. L'idea di Pucci è quella di fare del proprio automa una misura di risposta immediata agli eventi estremi e ai disastri naturali, che ogni anno causano la morte di ben 90.000 persone in tutto il mondo.

In particolare, il progetto dell'IIT va avanti dal 2019, e si è concentrato sui robot umanoidi perché "I Robot Umanoidi Aerei uniscono capacità come la manipolazione aerea e la robotica umanoide. In questo modo, essi risolvono i problemi di locomozione terrestre dei robot aerei e, al contempo, estendono le capacità di locomozione dei robot umanoidi anche al movimento in aria. I Robot Aerei Umanoidi possono camminare, volare, trasportare oggetti e manipolarli, offrendo soluzioni energeticamente efficienti al trasporto di oggetti e alla loro manipolazione".

In altre parole, il robot dell'IIT ha tutti i vantaggi sia dei droni aerei che nei robot umanoidi, rappresentando il meglio di questi due mondi: ciò potrebbe rivelarsi particolarmente utile in caso di disastri ambientali, poiché in questo caso gli automi potrebbero svolgere azioni di soccorso tipicamente umane e insieme evitare gli ostacoli che frenano l'intervento umano, come frane, alberi caduti o macerie, semplicemente sorvolandoli.

Secondo Pucci, questi robot potrebbero anche essere una base per gli esoscheletri per gli esseri umani, cioè per le tecnologie indossabili che permettono, per esempio, il volo delle persone. Lo stesso Pucci, però, ha anche detto che "Il viaggio davanti a noi è ancora lungo, ma possiamo usare i robot volanti umanoidi per renderlo più rapido ed evitare molti test pericolosi sugli umani". Intanto, a gennaio, la rivista scientifica IEEE Robotics and Automation Letters pubblicherà un articolo di Pucci dal titolo "Momentum-Based Extended Kalman Filter for Thrust Estimation on Flying Multibody Robots".

FONTE: Engadget
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