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Siamo in New Jersey, nel garage della famiglia Zeloof, dove il giovane Sam nel 2018 ha creato il suo primo chip quando era ancora al liceo, il modello Z1 da appena sei transistor su processo a 175 micron che ora alimenta un distorsore per chitarra.

Sebbene al giorno d'oggi questi non siano propriamente numeri da strapparsi i capelli, ciò che Sam è riuscito a costruire all'interno del suo garage utilizzando attrezzatura non industriale è davvero notevole. Ma arriviamo al 2021, anno in cui Apple annuncia le riparazioni fai-da-te e Zeloof presenta, con un tweet e una foto, il chip Z2 da 1200 transistor.

Un salto generazionale, se così possiamo definirlo, che con licenza poetica "rompe" la Legge di Moore, secondo cui il numero di transistor, e quindi la potenza del processore, tende a quadruplicare ogni tre anni. Nel caso di Sam Zeloof, infatti, l'evoluzione del chip ha portato a un aumento del numero di transistor di ben 200 volte.

L'attuale obiettivo del giovane chipmaker è quello di riuscire a pareggiare la conta di transistor del rivoluzionario chip Intel 4004 del 1971, il primo microprocessore commerciale. In questo caso, siamo nell'ordine dei 2300 transistor, ma a questo punto potrebbe non essere un risultato così irraggiungibile per Sam, che quando ha iniziato si è avvalso anche dei consigli di Mark Rothman, un amico di famiglia che ha lavorato per 40 anni nel settore dell'ingegnerizzazione di processori. Rothman ha affermato che "La mia prima reazione è stata che non ce l'avrebbe fatta [...] Ha fatto cose che non avrei mai pensato che le persone potessero fare".

Quella di Zeelof, tuttavia, non è soltanto una passione. Infatti, il ragazzo è convinto che lo sviluppo di chip dovrebbe essere più accessibile, poiché il costo, la barriera d'ingresso, "ti renderà estremamente avverso al rischio, e questo è un male per l'innovazione".

A questo proposito, ricordiamo il recente maxi-investimento di Intel per la fabbrica più grande del mondo nel suo genere.

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Sam Zeloof, il ragazzo che ha 'rotto' la Legge di Moore con un chip fai-da-te