Sapete come venivano create le mummie egizie? Proviamo a scoprirlo

Sapete come venivano create le mummie egizie? Proviamo a scoprirlo
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Molte delle antiche civiltà sono note per le loro incredibili capacità di mummificare i corpi. Sicuramente, fra queste rientrano al primo posto gli egizi, una società che ha fatto delle mummie e dei magnifici sarcofaghi un simbolo della propria eredità storica. Spesso ci si chiede, però, quali fossero gli step da seguire per creare una mummia.

Prima di tutto, bisogna tenere presente una cosa: gli egizi non vedevano la morte come la fase finale della propria vita, ma solo come un semplice passaggio di un lungo viaggio fisico-spirituale che tutti gli uomini avrebbero vissuto. Il corpo diventava un mezzo fondamentale nel percorso tra la vita terrena e quella nell'"aldilà", per questo andava preservato in qualsiasi modo.

La mummificazione, quindi, risultava la via più efficace per preservare il cadavere per secoli, al punto che oggi vi sono delle mummie, provenienti dall'Egitto, in eccellenti condizioni, considerando l'epoca in cui vennero "create".

Questa pratica richiedeva una certa scrupolosità, che poteva essere pagata solo dalla grande élite egizia - non di certo dalle persone più umili. Le persone povere, come spiegato in questa notizia, tendevano a mummificarsi nel caldo arido del deserto. Cosa dovevano, quindi, attraversare i ricchi prima di essere sepolti? Proviamo a vedere tutti i passaggi per step:

  • Rimozione del cervello con un uncino
  • Essicazione del corpo per 40 giorni, grazie all'uso del natron (un particolare sale)
  • La fase di profumazione con oli e fragranze, al fine di mantenere la pelle flessibile.
  • Copertura del corpo con fasce di lino e resina
  • Copertura del corpo fasciato con un sudario e una maschera; spesso quest'ultima era decorata con interessanti geroglifici che simboleggiavano il passaggio verso l'altro mondo. La più celebre è sicuramente quella di Tutankhamon.
  • La sepoltura definitiva: il corpo pronto veniva posto dentro una struttura di tre bare in legno e decorate con i vivaci colori che tutt'oggi possiamo osservare in alcuni sarcofagi. Spesso, per i grandi esponenti della società, soprattutto per i faraoni, il legno veniva decorato anche con oro e pietre preziose.

Un elemento interessante in questo lungo processo era che il cuore veniva rimesso dentro il cadavere. Questo accadeva perché si credeva che in esso vi fosse conservata la vera identità dell'individuo, la sua "anima".

Inoltre, secondo il culto egizio, il dio Anubi avrebbe pesato l'organo insieme alla piuma di Maat, un concetto e una divinità che simboleggiavano l'armonia, la giustizia e la verità. Se il cuore avesse avuto un peso inferiore o pari al cuore, il defunto avrebbe potuto attraversare il Duat, l'oltretomba egizio, e raggiungere i campi Aaru, un luogo di beatitudine dove risiedeva la dea Osiride. Nel caso la piuma fosse stata più leggera, il cuore sarebbe stato divorato dal mostro Ammit e il suo possessore condannato a rimanere in eterno nel Duat, senza la speranza di diventare immortale.

Altri 4 organi (polmoni, intestino, fegato e stomaco) venivano rimossi e conservati perché considerati importanti nell'aldilà. Questi venivano posti nei canopi, dei particolari vasi di alabastro con teste di divinità - i cosiddetti "figli di Horo".

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