Sapevate che l'idea del canale di Suez non nacque nell'Ottocento, ma nell'antico Egitto?

Sapevate che l'idea del canale di Suez non nacque nell'Ottocento, ma nell'antico Egitto?
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Dopo che la nave cargo Ever Given si è incastrata nel canale di Suez, tutti, dai telegiornali fino ai subreddit di meme, hanno cominciato a parlare di questo corso d'acqua. Cogliamo, quindi, l'occasione per narrare le sue origini che, al contrario di quello che potremmo pensare, risalgono a tempi molto antichi.

Il Canale di Suez venne costruito tra il 1859 e il 1869 in una fascia di terra, situata in Egitto, che mette in comunicazione il Vicino Oriente con le terre del Mediterraneo sud-occidentale.

In realtà, però, qualcuno pensò di creare un alveo artificiale molto simile a quello ideato dai francesi nell'Ottocento molti secoli prima, ancora prima dell'anno 0.

Secondo Erodoto, un antico storico greco, il primo vero finanziatore di un progetto di tale portata fu il faraone Nekao II, intorno al 600 a.C. Questo diede il via ai cantieri, ma non vennero mai conclusi. Successivamente, un primo canale venne creato sotto commissione del re persiano Dario I, durante la dominazione persiana in Egitto.

E' affascinante il fatto che persino Cleopatra, dopo la celebre battaglia di Azio del 30 a.C., abbia provato a far passare parte della propria flotta intorno a quello che era ancora solo un piccolo pezzo dell'odierno Canale di Suez, per poter salvare i principali tesori della famiglia reale.

I romani, al contrario, non sfruttarono questa grandissima risorsa commerciale e quindi tutto ciò creato prima andò lentamente ad erodersi.

Furono i veneziani, nel XVI secolo d.C., a proporre ai loro colleghi d'affare orientali, ovvero i sultani mamelucchi del Regno d'Egitto, di creare una via commerciale tra il Mar Rosso e il Mediterraneo, al fine di affinare ancora di più i ricchi commerci tra le due aree.

L'idea balenò nelle carte politiche dei diversi capi musulmani per tutto un secolo, ma alla fine non si concluse nulla. Per poter riparlare di una possibile via lungo l'Egitto, bisognerà aspettare fino all'ascesa di Napoleone e la sua nota spedizione nelle antiche terre dei faraoni.

Tuttavia, quando il futuro imperatore avanzò il desiderio di costruire un canale lungo l'istmo di Suez, gli ingegneri, sulla base di rilievi errati della superficie marittima, affermarono che fosse impossibile, dato il presunto dislivello tra il Mar Mediterraneo e il Mar Rosso.

Questo particolare si rivelerà impreciso grazie al lavoro della "Società degli studi per il Canale di Suez", aperta nel 1846 dall'imprenditore francese Prosper Enfantin.

Dimostrando che non fossero necessari dei sistemi di chiuse, che garantissero un giusto flusso delle acque lungo tutto il corso, i costi di un'eventuale progettazione diminuirono di tanto. Questo, ovviamente, incentivò i possibili acquirenti del canale a muoversi per far sì che si creasse.

Il progetto finale venne ideato dall'austro-italiano Luigi Negrelli, che riuscì a convincere sia l'Egitto che la Francia ad avviare i cantieri. Venne, quindi, ideata la Compagnia universale del canale marittimo di Suez, nel 1858, e il canale, a costo del lavoro schiavile, divenne di proprietà sia dell'Egitto, il quale deteneva il 44% del suo valore azionario, seguito dalla Francia.

Alla cerimonia d'apertura sfilò un corteo di navi, senza che i presenti potessero immaginare che quell'apertura stava simboleggiando un grande passo per il commercio internazionale e l'imperialismo europeo. Grazie ad esso, infatti, si incentivarono i commerci con le navi a vapore e si alimentò l'interesse delle potenze europee per il continente africano. Tanto che l'Inghilterra fece di tutto pur di poter ottenere una maggiore influenza nel tavolo degli azionisti.

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