di

Paradossalmente è molto più difficile ottenere una valutazione accurata della Via Lattea che di una galassia lontana miliardi di anni luce. Tuttavia, il continuo perfezionamento degli strumenti e lo sforzo degli addetti ai lavori fanno, da questo punto di vista, sempre più progressi.

Recentemente infatti, un gruppo di astronomi ha combinato gli ultimi dati ottenuti dall'osservatorio Gaia dell'ESA, con le osservazioni infrarosse e ottiche di altri telescopi, per iniziare a mappare le stelle al centro della Via Lattea. Questa è stata la prima volta.

Per quasi sei anni la sonda Gaia ha condotto osservazioni astrometriche su oltre 1 miliardo di stelle della nostra galassia. Per adesso sono state rilasciate due versioni di questi dati, nel 2016 e 2018, destinati a diversi campi dell'astronomia.

Nel loro lavoro, il team ha combinato il secondo "catalogo" di dati Gaia con le indagini a infrarossi condotte dai telescopi terrestri e spaziali. Così gli astronomi sono stati in grado di ottenere stime a distanza di circa 150 milioni di stelle.

Questo ha permesso di osservare, in tre dimensioni, la caratteristica "forma allungata" del centro della nostra galassia, chiamata barra galattica. La particolare forma è una caratteristica comune delle galassie a spirale, ma nella Via Lattea fino ad ora non era mai stata osservata.

Queste ultime osservazioni sono un'anteprima del terzo rilascio di dati del 2021. Il "terzo catalogo" avrà infatti misure notevolmente migliorate per un gran numero di stelle, e ci consentirà di capire meglio l'evoluzione della nostra galassia.

Quanto è interessante?
5