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A poco più di due settimane dal lancio dei satelliti Starlink di SpaceX, monta la protesta tra gli astronomi. Nello specifico, gli esperti non discutono il loro potenziali utilizzo, che dovrebbe portare internet nelle aree non servite, ma l'impatto sull'osservazione del cielo notturno e sulla radioastronomia.

La prima tranche della mega costellazione di 12.000 satelliti Starlink infatti era visibile come un "treno di luci brillanti che passavano nei cieli nelle notti immediatamente successive al lancio". E se per molti il fenomeno è risultato essere curioso, per altri l'impatto a lungo termine di questi satelliti potrebbe provocare qualche problema.

L'astronomo Alex Parker del Southwest Research Institute ha espresso le proprie preoccupazioni per il fatto che i 12.000 satelliti potrebbero essere più luminosi e più numerosi delle stelle visibili ad occhio nudo. L'International Dark Sky Association ha sottolineato che i pannelli solari riflettenti dei satelliti e le superfici metalliche li rendono visibili di notte, e sono risultati riconoscibili anche ad occhio nudo in tutto il mondo nelle notti successive al loro lancio. In una dichiarazione l'IDA ha affermato che allo stato attuale non è possibile "comprendere l'impatto di migliaia di questi satelliti sulle osservazioni notturne", ma senza mezzi termini gli studiosi sostengono che potrebbero rappresentare una limitazione nella "capacità collettiva di studiare il cosmo".

Un progetto di astronomia portato avanti dagli studenti dello Smith College del New Hampshire sarebbe già stato influenzato negativamente dai satelliti, in quanto effettuando delle osservazioni tramite il telescopio, gli studiosi avrebbero visto brillare i satelliti luminosi nel cielo.

Il CEO di SpaceX, nel frattempo, ha affermato che i satelliti verranno portati ad un'orbita più alta, a circa 440 chilometri, e non dovrebbero rappresentare una limitazione per gli utenti.

Musk, tramite il proprio account ufficiale Twitter si è detto disposto a modificare l'orientamento per minimizzare il riflesso solare durante gli esperimenti astronomici, ma i satelliti non avrebbero alcun impatto sulla radioastronomia in quanto non usano le basse frequenze del Ku. L'amministratore delegato di SpaceX ha anche sottolineato di aver incaricato gli ingegneri di ridurre la riflettività dei satelliti rendendoli meno brillanti.

SpaceX sta monitorando il progresso dei 60 satelliti lanciati, che hanno già dispiegato con successo i loro pannelli solari, generato energia e comunicato con i controllori di missione sulla Terra.

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