Ha sbloccato centinaia di migliaia di smartphone T-Mobile: rischia 165 anni di carcere

Ha sbloccato centinaia di migliaia di smartphone T-Mobile: rischia 165 anni di carcere
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Ha dell’incredibile la storia che ha come protagonista Argishti Khudaverdyan, ex proprietario di un negozio T-Mobile, reo di aver utilizzato delle credenziali rubate per sbloccare centinaia di migliaia di smartphone tra agosto 2014 e giugno 2019. La notizia è stata riportata da PCMag, e sta facendo il giro del web.

Secondo un comunicato stampa pubblicato dal Dipartimento di Giustizia Americano, Khudaverdyan ha guadagnato circa 25 milioni di Dollari, bypassando i blocchi dei gestori per gli smartphone smarriti o rubati.

L’uomo avrebbe utilizzato diverse tattiche per acquisire le credenziali dei dipendenti T-Mobile necessarie a sbloccare gli smartphone, incluso il phishing ed il social engineering. Il Dipartimento di Giustizia afferma che ha avuto accesso alle credenziali di oltre 50 dipendenti per poi utilizzarle per sbloccare gli smartphone di Sprint, AT&T ed altri operatori. Secondo l’accusa, Khudaverdyan è stato in grado di accedere agli strumenti di sblocco di T-Mobile su internet fino al 2017. Dopo che l’operatore li ha spostati sulla sua rete interna, Khudaverdyan avrebbe utilizzato le credenziali rubate per accedere tramite Wi-Fi nei negozi T-Mobile.

Il DOJ ha spiegato che Khudaverdyan era il co-proprietario di un negozio T-Mobile chiamato Top Tier Solutions, ma l’operatore ha rescisso il contratto a causa dei suoi comportamenti sospetti. Anche Alen Gharehbagloo, l’altro coproprietario del negozio, è stato accusato di frode ed accesso illegale a sistemi informatici e si è dichiarato colpevole. L’accusa osserva che i due avrebbero messo a segno una serie di acquisti esorbitanti con i soldi guadagnati, tra cui una casa in California, un orologio da 32mila Dollari ed una Land Rover.

Khudaverdyan rischia almeno due anni di carcere per furto d’identità aggravato e fino a 165 anni per i conteggi relativi a frode telematica, riciclaggio di denaro e accesso a un computer senza autorizzazione. L’udienza è fissata per il 17 ottobre.

FONTE: Pcmag
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