Scampato pericolo: i due satelliti in rotta di collisione non si sono scontrati

Scampato pericolo: i due satelliti in rotta di collisione non si sono scontrati
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Due satelliti ormai defunti: l'Infrared Astronomical Satellite (IRAS) e il Gravity Gradient Stabilization Experiment (GGSE-4) si sono "sfiorati" il 29 gennaio. Durante il loro approccio più vicino, i due veicoli spaziali si trovavano a "soli" 12 metri di distanza. Tutto è finito bene, ma cosa sarebbe successo se si fossero scontrati?

Sarebbe stato un incidente piuttosto distruttivo, considerando che entrambi i due veicoli spaziali viaggiano a più di 51.500 chilometri all'ora. Secondo Jonathan McDowell, astronomo dell'Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics che monitora molti dei gli oggetti che circondano la Terra, la collisione sarebbe stata paragonabile, ma forse non altrettanto grave, con quella Iridium-Kosmos del 2009. Lo scontro, verificatosi a causa di incorrettezze nei dati, produsse una grossa nuvola di detriti: la NASA stimò la presenza di almeno un migliaio di pezzi grandi almeno 10 centimetri e numerosissimi detriti più piccoli.

La maggior parte dei detriti generati da una collisione tra IRAS e GGSE-4 rimarrebbero sul percorso del satellite più massiccio, il GGSE-4, che si trova su un'orbita eliosincrona. Un luogo in cui si viaggiano moltissimi satelliti. Nello spazio, anche i piccoli detriti possono essere pericolosissimi: un singolo scontro, specialmente in una zona trafficata, potrebbe portare ad una catena distruttiva. Uno scenario da incubo noto come sindrome di Kessler.

Più avanti andiamo, più l'orbita terrestre diventerà affollata. Ad esempio, SpaceX ha già ottenuti i permessi per lanciare 12.000 satelliti nell'orbita terrestre bassa per la sua rete a banda larga Starlink. Per mettere in prospettiva questo numero, basti pensare che, attualmente, circa 2.000 satelliti operativi circolano attorno alla Terra.

"Dovremo richiedere maggiori investimenti anche nel monitoraggio e nel controllo del traffico", afferma infine McDowell.

FONTE: space.com
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