Scienziati avvisano: su Marte potrebbero esserci diversi e pericolosi "falsi fossili"

Scienziati avvisano: su Marte potrebbero esserci diversi e pericolosi 'falsi fossili'
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La scoperta di fossili su un altro pianeta è quanto di più incredibile possa mai avvenire in una spedizione spaziale; secondo un recente studio però, gli scienziati devono prestare particolare attenzione a quelli che possono dimostrarsi dei "falsi fossili". Vediamo perché e di cosa si tratta.

Il 2021 è stato un po' l'anno di Marte, per così dire: nel corso di questi passati undici mesi abbiamo assistito non solo all'arrivo in orbita di ben tre missioni marziane (Mars 2020 della NASA, Tianwen-1 della CNSA, e Mars Hope della emiratina UAESA), ma anche all'ammartaggio di due nuovi rover quali Perseverance e Zhurong.

In particolare il rover statunitense Perseverance si è concentrato sulla ricerca approfondita della possibile vita aliena su Marte, passata o presente che sia, e sta attualmente studiando il terreno come mai fatto prima d'ora: il rover è in grado di raccogliere e incapsulare campioni del suolo marziano, stivandoli al sicuro fin a quando una futura missione ESA non sarà in grado di riportarli sulla Terra.

Tra le principali caratteristiche del suolo marziano che suscitano un grande interesse scientifico, c'è senza dubbio la possibile presenza di fossili. Gli scienziati sono convinti che su Marte - date le prove della sua passata abitabilità - siano presenti molti segni di vita microbica, e la questione è solo di sapere dove andarli a cercare (a tal proposito, ecco perché Perseverance è atterrato in un punto perfetto).

Secondo l'astrobiologo Sean McMahon dell'Università di Edimburgo e la geo-biologa Julie Cosmidis dell'Università di Oxford nel Regno Unito, gli scienziati dovranno tenere a freno gli entusiasmi qualora un reperto simile venisse ritrovato perché potrebbe essere scambiato facilmente per un "falso fossile" o pseudofossile.

Nel loro nuovo articolo, la coppia ha elencato moltissimi processi non biologici, o abiotici, che possono produrre pseudofossili, cioè strutture che sembrano fossili formati da organismi microscopici, ma che in realtà sono frutto delle sole forze naturali del pianeta (smottamenti, erosione dell'acqua, vento, ecc.).

"Ad un certo punto un rover su Marte troverà quasi sicuramente qualcosa che assomiglia molto a un fossile, quindi essere in grado di distinguerli con sicurezza dalle strutture e dalle sostanze prodotte dalle reazioni chimiche non organiche è vitale", ha detto McMahon. "Per ogni tipo di fossile là fuori, esiste almeno un processo non biologico che crea cose molto simili, quindi c'è un reale bisogno di migliorare la nostra comprensione di come si formano".

Lo studio, oltre a mettere in guardia da questi falsi positivi (che in realtà erano già noti alla comunità scientifica), pone particolare attenzione su quei pseudofossili che ancora non si sa come possano venire a formarsi: attualmente, non sappiamo in che forma (e se) la vita su Marte si sia generata, quindi i fossili veri e falsi potrebbero essere facilmente confusi. Prima di annunciare grandi scoperte gli scienziati dovranno prestare particolare attenzione ai dati.

In passato trappole del genere sono già avvenute, in particolare quando si è analizzato i campioni di asteroidi rinvenuti sulla Terra: spesso presentavano formazioni caratteristiche simili a veri fossili, per poi scoprire solo successivamente essere di origine non biologica.

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